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Un investimento di 3 milioni di euro mira a supportare il reinserimento sociale e lavorativo di giovani autori di reato. Il progetto Spiga coinvolgerà circa 900 ragazzi in Veneto, Toscana e Sicilia.

Nuovo progetto per il reinserimento sociale

È stato presentato a Milano un importante progetto di sostegno. L'iniziativa si chiama Spiga. Il suo obiettivo è favorire l'inserimento lavorativo di minori e giovani adulti. Questi soggetti hanno commesso reati.

L'investimento totale ammonta a 3 milioni di euro. Il progetto è promosso da Fondazione Deloitte. Collabora con l'impresa sociale Con i Bambini. La presentazione è avvenuta in occasione del decennale di Fondazione Deloitte.

Spiga: un'iniziativa triennale in tre regioni

L'iniziativa Spiga è stata selezionata. Fa parte del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto avrà una durata di 36 mesi. Si svolgerà in tre regioni italiane: Veneto, Toscana e Sicilia.

Coinvolgerà circa 900 giovani. L'età dei partecipanti varia dai 14 ai 21 anni. I giovani saranno segnalati principalmente dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (Ussm). Saranno coinvolte anche le scuole e le reti educative locali.

Collaborazione per un impatto duraturo

Guido Borsani, presidente di Fondazione Deloitte, ha commentato l'iniziativa. Ha dichiarato che la fondazione celebra il suo decennale. Lo fa investendo in progetti concreti. Questi progetti generano un impatto positivo sulle persone e sui territori.

«Spiga rappresenta un esempio significativo», ha affermato Borsani. «È una collaborazione tra filantropia, istituzioni e Terzo settore». L'obiettivo è affrontare una sfida sociale complessa. Si vuole accompagnare i giovani in percorsi di responsabilizzazione. Si punta all'autonomia e alla partecipazione comunitaria.

Percorsi personalizzati per la crescita

Nell'ambito del progetto Spiga verranno creati percorsi su misura. Questi percorsi mirano all'inclusione sociale. Includeranno anche la formazione e l'inserimento lavorativo. Si baseranno sulla collaborazione tra diversi attori.

Tra questi attori ci sono la giustizia minorile. Ci saranno anche i servizi sociali. La scuola e il Terzo settore avranno un ruolo chiave. Anche le comunità territoriali parteciperanno attivamente. L'obiettivo è trasformare le misure giudiziarie. Devono diventare occasioni di crescita e reinserimento.