Cronaca

Ponte sullo Stretto: TAR respinge ricorsi di ambientalisti e comuni

18 marzo 2026, 13:36 5 min di lettura
Ponte sullo Stretto: TAR respinge ricorsi di ambientalisti e comuni Immagine da Wikimedia Commons Messina
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Il TAR del Lazio ha rigettato i ricorsi presentati da ambientalisti e comuni contro il Ponte sullo Stretto. La decisione apre la strada alla realizzazione dell'opera, confermando la compatibilità ambientale valutata dal CIPESS.

TAR Lazio: inammissibili ricorsi contro Ponte Stretto

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha emesso una sentenza significativa. Ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati contro il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La decisione è stata resa nota dalla società Stretto di Messina S.p.A. Questa pronuncia segna un passaggio cruciale per la realizzazione dell'infrastruttura. I ricorsi erano stati depositati alla fine del 2024.

Le istanze erano state avanzate da diverse parti interessate. Tra queste figuravano il Comune di Villa San Giovanni e la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Anche diverse associazioni ambientaliste avevano partecipato al ricorso. L'obiettivo comune era ottenere l'annullamento di specifici pareri e deliberazioni. Questi atti erano considerati fondamentali per l'avanzamento del progetto.

La sentenza del TAR rappresenta un importante successo per i sostenitori del Ponte. La sua realizzazione, un'opera attesa da decenni, sembra ora più vicina. La complessità burocratica e legale del progetto ha visto numerosi ostacoli. Questa decisione del tribunale amministrativo sembra sciogliere uno dei nodi più critici.

Annullamento parere VIA/VAS e approvazione Iropi contestati

I ricorsi respinti miravano specificamente all'annullamento di atti chiave. Tra questi, il parere favorevole della Commissione VIA/VAS. Questa commissione aveva espresso un giudizio positivo sulla Valutazione di Impatto Ambientale del ponte. Il parere era stato emesso il 13 novembre 2024.

Contestata era anche la deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questa delibera, datata 9 aprile 2025, approvava la relazione Iropi. L'Iropi (Indagine sul Rischio di Impatto Operativo e sulla Protezione Integrata) è uno studio fondamentale per la sicurezza dell'opera. Erano inoltre impugnati diversi atti presupposti, connessi e conseguenti al progetto.

La società Stretto di Messina ha sottolineato l'importanza della sentenza. Essa conferma l'interpretazione del quadro normativo. Tale interpretazione è stata seguita dalle amministrazioni competenti e dalla stessa società. La decisione del TAR rafforza la validità delle procedure seguite fino ad ora. L'iter autorizzativo sembra quindi aver superato un importante scoglio giudiziario.

Il ruolo del CIPESS e la compatibilità ambientale

Il giudice, nella sua motivazione, ha fatto riferimento a un precedente della Corte di Giustizia Europea. Questo precedente ha supportato l'interpretazione del quadro normativo. La sentenza ribadisce il ruolo centrale del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile). Al CIPESS spetta la valutazione sulla compatibilità ambientale del Ponte sullo Stretto. Questo, in virtù della sua natura di infrastruttura strategica nazionale.

La società Stretto di Messina ha evidenziato come il giudice abbia confermato questa linea interpretativa. La compatibilità ambientale dell'opera è stata quindi validata. La valutazione del CIPESS è considerata l'atto decisivo in materia ambientale per infrastrutture di tale portata. Questo principio è stato ora riaffermato dal TAR del Lazio.

La decisione del tribunale amministrativo rafforza la posizione della società concessionaria. Essa potrà procedere con le fasi successive del progetto. La questione ambientale, spesso al centro del dibattito pubblico, sembra aver trovato una risposta definitiva in sede giudiziaria. La sentenza apre la strada a una maggiore certezza operativa per il progetto.

Contesto geografico e normativo del Ponte sullo Stretto

Il Ponte sullo Stretto di Messina è un'opera infrastrutturale di enorme rilevanza. Collegherà la Sicilia con la Calabria, attraversando lo Stretto omonimo. La sua realizzazione promette di rivoluzionare i collegamenti tra l'isola e il continente. Questo avrà impatti significativi sul trasporto di persone e merci. L'area dello Stretto, dal punto di vista geografico, è caratterizzata da una forte sismicità e da correnti marine intense.

Questi fattori naturali hanno sempre rappresentato sfide ingegneristiche notevoli. Il progetto attuale prevede un ponte sospeso. La sua campata principale sarebbe tra le più lunghe al mondo. La normativa italiana ed europea prevede procedure rigorose per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e la valutazione ambientale strategica (VAS). Queste procedure sono state seguite per ottenere i pareri necessari.

La storia del Ponte sullo Stretto è lunga e complessa. Diverse proposte e progetti si sono succeduti nel corso dei decenni. La società Stretto di Messina S.p.A. è il concessionario incaricato della progettazione, costruzione e gestione dell'opera. La sua costituzione è avvenuta nel 2002.

Il quadro normativo di riferimento include leggi specifiche e direttive europee. La decisione del TAR del Lazio si inserisce in questo contesto. Essa conferma la validità dell'iter amministrativo seguito. La sentenza è un tassello fondamentale nel lungo percorso che porterà alla realizzazione di questa imponente opera.

Implicazioni per ambientalisti e comuni

La decisione del TAR del Lazio rappresenta una battuta d'arresto per i comitati e le associazioni ambientaliste. Queste realtà hanno da sempre espresso preoccupazioni riguardo all'impatto ambientale del Ponte. Le loro istanze, sebbene respinte dal tribunale, evidenziano la sensibilità su temi ecologici e paesaggistici.

Anche i comuni interessati, come Villa San Giovanni e la Città Metropolitana di Reggio Calabria, vedono le loro opposizioni giudiziarie respinte. La loro posizione è spesso legata alla necessità di valutare attentamente gli impatti sul territorio. Questi includono modifiche alla viabilità, all'urbanistica e all'economia locale.

Tuttavia, la sentenza del TAR non preclude la possibilità di ulteriori ricorsi o di azioni future. La complessità di un'opera di tale portata può portare a nuove fasi di dibattito e confronto. La società Stretto di Messina dovrà continuare a operare nel rispetto delle normative vigenti. Dovrà inoltre mantenere un dialogo aperto con le comunità locali e le parti interessate.

La pronuncia del tribunale amministrativo, tuttavia, fornisce una base solida per procedere. La certezza giuridica ottenuta è fondamentale per attrarre investimenti e garantire la prosecuzione dei lavori. La società Stretto di Messina ha espresso soddisfazione per la sentenza, considerandola un riconoscimento della correttezza dell'operato.

La decisione del TAR del Lazio è un momento chiave. Segna una tappa importante nel lungo e complesso iter del Ponte sullo Stretto. La sua realizzazione, ora più concreta, continua a generare dibattito e interesse.

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