Condividi

Oltre 24.000 minori risiedono in zone svantaggiate di Palermo, Catania e Messina. La ricerca di Save the Children evidenzia alti tassi di povertà, abbandono scolastico e disoccupazione giovanile in queste aree. L'organizzazione chiede interventi urgenti per ridurre le disuguaglianze.

Disagio minorile nelle città siciliane

Un numero allarmante di bambini e adolescenti, oltre 24.000, vive in condizioni di fragilità nelle città di Palermo, Catania e Messina. La ricerca di Save the Children, intitolata "I luoghi che contano", getta luce su una realtà preoccupante.

Queste zone urbane sono caratterizzate da elevati tassi di povertà relativa. A Palermo e Catania, oltre il 60% delle famiglie residenti in queste aree vive in condizioni di difficoltà economica. A Messina, la percentuale si attesta quasi al 50%.

La situazione è altrettanto critica per i giovani tra i 15 e i 29 anni. A Palermo e Catania, più di un giovane su due non è impegnato in attività formative né lavorative. A Messina, il rapporto è di uno su tre.

Dati allarmanti su istruzione e povertà

Le cifre presentate da Save the Children sono significative. A Palermo, 14.302 minori, pari al 13,2% dei residenti tra 0 e 17 anni, si trovano in aree di disagio urbano. Catania registra 6.887 casi (13,5%), mentre Messina ne conta 2.905 (8,8%).

Le famiglie in queste zone affrontano serie difficoltà. La povertà relativa colpisce il 63,8% delle famiglie a Palermo, il 68,1% a Catania e il 48,8% a Messina.

L'abbandono scolastico o la ripetizione dell'anno scolastico rappresentano un grave problema. Oltre uno studente su dieci nelle scuole secondarie di primo e secondo grado ha interrotto gli studi o è stato bocciato. Le percentuali sono del 17,8% a Palermo, 15,7% a Catania e 10,9% a Messina. Questi dati sono significativamente più alti rispetto alle medie comunali.

Dispersione scolastica e divari territoriali

Le disuguaglianze educative tra i quartieri della stessa città sono marcate. In alcune aree svantaggiate di Palermo, l'abbandono o la bocciatura scolastica riguardano il 17,8% degli studenti, il doppio della media cittadina (8,8%). A Catania, la percentuale è del 15,7% contro l'8,7% di media, e a Messina del 10,9% contro il 6%.

L'elaborazione dei dati del ministero dell'Istruzione evidenzia ulteriori criticità. Il 2,7% degli studenti di scuola media a Palermo, in aree fragili, ha ripetuto l'anno scolastico, contro l'1,5% di media. A Catania, la percentuale è del 3,9% (contro l'1,1%), e a Messina del 6,2% (contro l'1,3%).

Il rischio di dispersione implicita in terza media è elevato: 23,6% a Palermo, 21,8% a Catania e 19,3% a Messina. Tutti valori superiori alle medie cittadine.

Accesso ai servizi e occupazione giovanile

Anche l'accesso ai servizi essenziali come le mense scolastiche presenta delle disparità. A Palermo, solo il 10,4% degli alunni delle primarie nelle aree vulnerabili beneficia della mensa, quasi il doppio della media cittadina (5,7%). A Catania, la percentuale è del 21,7% contro il 13,5% di media.

A Messina, invece, il 19,4% beneficia della mensa, dato leggermente inferiore alla media cittadina del 20,8%.

La situazione lavorativa dei giovani è critica. A Palermo, il 55,5% dei residenti tra 15 e 29 anni nelle zone fragili non studia e non lavora, a fronte di una media comunale del 32,2%. A Catania, il dato sale al 57% (media comunale 34,8%), mentre a Messina è del 39,7% (media comunale 28%).

Appello per interventi strutturali

In vista di IMPOSSIBILE 2026, la biennale dell'infanzia che si terrà a Roma, Save the Children sollecita interventi concreti. L'organizzazione chiede risorse strutturali per eliminare le disuguaglianze. Tra le proposte, una legge che istituisca spazi socio-educativi nelle aree più vulnerabili del paese.

Questa notizia riguarda anche: