Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, ha difeso i costi del progetto del Ponte sullo Stretto durante un'audizione al Senato. Ha spiegato che gli aumenti non sono spropositati ma derivano da adeguamenti contrattuali previsti fin dal 2004, in linea con la normativa europea.
Ciucci difende i costi del Ponte sullo Stretto
L'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, è intervenuto davanti alla Commissione ambiente del Senato. Ha respinto le critiche riguardanti l'incremento dei costi del progetto del Ponte sullo Stretto. Ciucci ha definito l'aumento delle spese come “non spropositato” rispetto alle previsioni iniziali.
Ha sottolineato che il contratto originale risale al 2004. Questo va valutato nel contesto economico di quel periodo. Confrontando progetti simili dell'epoca, l'adeguamento dei prezzi appare ragionevole. La normativa europea impone controlli sui lavori aggiuntivi. La variazione dei costi dovuta all'inflazione è un aspetto distinto.
L'intervento di Ciucci è una risposta diretta ai rilievi dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac). L'Anac aveva sollevato dubbi sulla necessità di una nuova gara d'appalto. Ciò si verifica se l'aumento della spesa supera il 50% dell'importo originario. Ciucci ha ribadito la conformità del progetto alle disposizioni europee. Ha citato in particolare l'articolo 72 della direttiva sui contratti pubblici.
Meccanismi contrattuali alla base degli aumenti
L'incremento dei costi non deriva da modifiche sostanziali all'opera. Si tratta piuttosto di un meccanismo già previsto dal bando di gara. Questo meccanismo è l'indicizzazione dei prezzi. Ciucci ha spiegato che non si tratta di varianti ai lavori eseguiti. Ha chiarito il passaggio da 3,9 miliardi iniziali a 6,7 miliardi nel progetto definitivo del 2011. L'atto aggiuntivo dell'agosto scorso ha fissato il costo a 10,5 miliardi.
L'amministratore delegato ha voluto fare chiarezza su una cifra spesso citata nel dibattito pubblico. La somma di 13,5 miliardi non rappresenta il compenso del contraente generale. Indica invece il costo complessivo dell'intero progetto. Questo distingue il costo totale dai pagamenti specifici a un singolo appaltatore.
Per quanto riguarda le modifiche progettuali, Ciucci ha ricordato che le principali risalgono al 2011. Queste includono l'introduzione di un collegamento metropolitano. Questo collegamento unirà Reggio Calabria e Messina. Prevede tre stazioni sotterranee.
Varianti marginali e contesto normativo
Ciucci ha concluso affermando che, al di fuori di questo intervento, le ulteriori variazioni sarebbero limitate. Si tratterebbe di importi marginali, per poche decine di milioni. Questo sottolinea la stabilità del nucleo progettuale principale. Le modifiche sono state gestite secondo le procedure standard per grandi opere infrastrutturali.
Il dibattito sui costi delle grandi opere è sempre acceso. Il Ponte sullo Stretto è un progetto di enorme portata. La sua realizzazione comporta sfide tecniche ed economiche significative. La trasparenza sui costi è fondamentale per garantire la fiducia pubblica. L'intervento di Ciucci mira a fornire questa trasparenza.
La normativa europea sui contratti pubblici è complessa. Mira a garantire la concorrenza e l'efficienza nell'uso dei fondi pubblici. L'adeguamento dei prezzi, sebbene possa apparire elevato, è spesso una conseguenza inevitabile di progetti a lungo termine. L'inflazione e le variazioni dei costi delle materie prime incidono inevitabilmente. Il contratto del 2004 prevedeva già meccanismi per gestire queste fluttuazioni.
L'Anac svolge un ruolo cruciale nel monitoraggio. La sua vigilanza assicura che non vi siano irregolarità o sprechi. La richiesta di una nuova gara in caso di superamento del 50% di aumento è una misura di salvaguardia. Ciucci ha assicurato che il progetto rispetta questo limite, interpretandolo correttamente secondo le direttive comunitarie.
Il collegamento metropolitano tra Reggio Calabria e Messina rappresenta un'aggiunta significativa. Migliora l'integrazione delle due sponde. La sua inclusione nel progetto nel 2011 ha comportato un adeguamento dei costi. Questo è stato gestito attraverso le procedure contrattuali previste. Le stazioni sotterranee sono un elemento di complessità ingegneristica.
La cifra di 13,5 miliardi è stata oggetto di fraintendimenti. È importante distinguere il costo totale del progetto dagli esborsi specifici. Il contraente generale riceve pagamenti basati sullo stato di avanzamento lavori. Il costo totale include tutti gli aspetti, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla gestione iniziale.
La società Stretto di Messina ha l'incarico di portare avanti il progetto. La sua gestione è sotto i riflettori. Le audizioni parlamentari sono momenti importanti per il confronto e la verifica. La difesa dei costi da parte di Ciucci si basa su dati contrattuali e normativi. L'obiettivo è rassicurare gli interlocutori istituzionali e l'opinione pubblica.
Le critiche sull'aumento dei costi sono comprensibili. Opere di tale entità generano sempre discussioni. Tuttavia, è necessario analizzare le cause di tali aumenti. L'indicizzazione dei prezzi è una pratica comune. Garantisce che il valore reale dei lavori eseguiti venga riconosciuto nel tempo. Senza questi meccanismi, i contratti potrebbero diventare insostenibili per le imprese.
La normativa europea è chiara nel distinguere tra varianti progettuali e adeguamenti economici. Le varianti richiedono procedure più stringenti, potenzialmente una nuova gara. Gli adeguamenti di prezzo, se previsti contrattualmente, seguono un iter diverso. Ciucci ha enfatizzato questa distinzione per giustificare l'assenza di una nuova gara.
Il progetto del Ponte sullo Stretto è un'opera strategica per il Mezzogiorno. La sua fattibilità economica è un tema centrale. La gestione dei costi è una responsabilità primaria della società concessionaria. Le spiegazioni di Ciucci mirano a dimostrare la correttezza e la trasparenza del processo.
La Commissione ambiente del Senato continuerà a monitorare l'avanzamento del progetto. Le audizioni servono a raccogliere informazioni e a fornire chiarimenti. La difesa dei costi da parte di Pietro Ciucci si inserisce in questo contesto di controllo democratico. L'obiettivo finale è la realizzazione di un'opera fondamentale per il Paese.