Nave Sansovino: condanne per omicidio colposo e lesioni sul lavoro
Condanne per la tragedia della Nave Sansovino a Messina
Messina, 16 marzo 2026 – Una sentenza è giunta oggi per la tragica vicenda della nave Sansovino, avvenuta dieci anni fa nel porto di Messina. Il giudice monocratico ha emesso condanne nei confronti di due imputati per la morte di tre marittimi, avvenuta a causa di esalazioni tossiche.
L'armatore Luigi Genghi e l'ispettore tecnico della Caronte&Tourist Domenico Cicciò sono stati condannati ciascuno a 2 anni e 4 mesi di reclusione. I due erano accusati, a vario titolo, di omicidio colposo e di violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
La società Caronte&Tourist sanzionata
Oltre alle condanne individuali, anche la società Caronte&Tourist è stata ritenuta responsabile. È stata infatti condannata al pagamento di 300 quote, ciascuna del valore di 750 euro. La sentenza riconosce la responsabilità della compagnia marittima nella catena di eventi che hanno portato alla tragedia.
La decisione del tribunale mira a fare giustizia per i tre marittimi che persero la vita in servizio. La loro morte è stata attribuita all'esposizione a sostanze tossiche durante le operazioni a bordo.
Assolti altri imputati
Nel medesimo procedimento, sono stati assolti per non aver commesso il fatto Fortunato De Falco, direttore di macchina, e Josuè Agrillo. Quest'ultimo ricopriva il ruolo di dpa (Designated Person Ashore) per la società Seastar Shipping Navigation Ltd, incaricata del controllo e della verifica dell'applicazione delle procedure di sicurezza a bordo della Sansovino.
Le indagini avevano accertato che le vittime, Cristian Micalizzi di Messina, Gaetano D'Ambra di Lipari e Santo Parisi di Terrasini, morirono a seguito dell'inalazione di fumi nocivi. La sentenza odierna chiude un capitolo giudiziario importante per la comunità marittima e per le famiglie delle vittime.