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L'ATM di Messina ritira gli spostamenti di personale dopo le proteste sindacali. Emerse nuove criticità riguardo incarichi e compensi interni, sollevando dubbi sulla trasparenza e l'equità.

Nuove tensioni all'ATM di Messina

L'azienda di trasporti di Messina affronta una nuova crisi interna. Le proteste dei sindacati hanno portato al ritiro di un ordine di servizio. Questo prevedeva il trasferimento di alcuni dipendenti. La decisione è arrivata dopo un incontro con diverse sigle sindacali. Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa hanno contestato i trasferimenti. Hanno definito le mosse «sospette» e prive di motivazioni chiare. L'azienda ha quindi fatto un passo indietro. Il direttore generale facente funzione, Pietro Picciolo, ha annullato l'ordine di servizio. La vicenda aveva creato malumori diffusi tra i lavoratori.

Il tempismo degli spostamenti è stato interpretato come una possibile manovra strategica. Questo accade in pieno clima elettorale per le prossime amministrative. Anche il sindaco uscente, Federico Basile, si è interessato alla questione. Ha incontrato i rappresentanti sindacali per capire gli sviluppi. Alla riunione ha partecipato anche Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito il loro dissenso davanti a loro.

Inchiesta su incarichi e compensi interni

Mentre la polemica sugli spostamenti sembra placarsi, se ne apre una nuova. Questa riguarda i compensi per incarichi interni all'azienda. Il consigliere comunale del Pd, Alessandro Russo, ha avviato un'indagine. Ha inviato una richiesta formale di chiarimenti all'amministratore unico dell'ATM, Piero Cama. La richiesta riguarda incarichi e indennità riconosciuti ai dipendenti. Russo ha espresso «particolare sorpresa» per i compensi resi noti di recente. Questi si riferiscono ad attività svolte nel 2025. Alcuni incarichi erano per periodi limitati. Le somme complessive ammonterebbero a «centinaia di migliaia di euro».

Ciò che colpisce, secondo il consigliere, è la concentrazione degli incarichi. Nomi di dipendenti si ripetono per ruoli chiave. Questi includono RUP, DEC, direzione lavori e supporto. Gli stessi dipendenti avrebbero ricevuto più incarichi nello stesso anno. Questo ha permesso loro di accumulare compensi significativi. Il consigliere si chiede se esistano altri lavoratori con qualifiche simili. Potrebbero essere stati esclusi da queste opportunità. Russo sottolinea la necessità di una rotazione più equa. Questo garantirebbe una gestione amministrativa più razionale e trasparente. Eviterebbe la concentrazione di incarichi su poche persone.

Dubbi sulla trasparenza e l'equità

Il consigliere Russo chiede all'azienda un'analisi approfondita. Vuole verificare le ragioni di queste scelte. Chiede anche di valutare l'idoneità dei dipendenti incaricati. Questo aspetto è delicato alla luce di polemiche passate. Russo ricorda sospetti di «riserve» di fedelissimi premiati dalla precedente gestione. L'amministrazione aveva respinto queste ipotesi. Ora tornano sotto osservazione indiretta. La nota del consigliere evidenzia anche le condizioni generali dei lavoratori. A fronte di compensi elevati per alcuni, l'azienda non ha ancora attivato una polizza assicurativa completa. Questa è destinata a tutti i dipendenti, in particolare agli autisti. Non sono state evitate politiche restrittive sui premi di produttività. Vengono citati esempi come la riduzione dei benefici della legge 104. La gestione sembra improntata al contenimento della spesa per il personale ordinario.

C'è un contrasto evidente. Da un lato, rigore e «cinghia stretta» per la maggioranza dei lavoratori. Dall'altro, «largheggiare» in risorse per incarichi ben remunerati. Il consigliere critica duramente le sanzioni disciplinari. Sostiene che i responsabili di questi procedimenti percepiscano compensi che superano il loro stipendio annuale. Esprime il sospetto che il mantenimento della «pace sociale» tramite sanzioni sia stato incentivato economicamente. Chiede verifiche tempestive su questo punto.

Tempistiche dei pagamenti e richieste di trasparenza

Infine, il nodo delle tempistiche dei pagamenti. I compensi sono maturati e dovuti. Tuttavia, Russo ritiene che la loro liquidazione nei primi mesi del 2026 sia stata poco prudente. Questo è avvenuto a ridosso delle elezioni amministrative e dopo le dimissioni del sindaco. Il consigliere si chiede se non sarebbe stato più opportuno attendere le elezioni di maggio. Una scelta diversa non avrebbe leso diritti. Avrebbe però evitato possibili dubbi sull'opportunità politica. La richiesta del consigliere è chiara: attivare verifiche approfondite. L'obiettivo è garantire che l'operato dell'ATM sia conforme alle norme. Deve anche essere trasparente agli occhi dei cittadini. Con la richiesta di Russo, il caso è ufficialmente aperto. Mentre un incendio è stato spento, un altro rischia di alimentare un confronto più ampio. Questo avviene in una fase già carica di tensioni a Messina.

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