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Il sindaco di Forza d’Agrò e due consiglieri sono stati sospesi dalle loro cariche a seguito di un'indagine su false residenze. Il provvedimento prefettizio segue gli arresti domiciliari e il divieto di dimora disposti dal Gip.

Sospensione sindaco e consiglieri a Forza d'Agrò

La Prefettura di Messina ha disposto la sospensione dalle cariche per il primo cittadino di Forza d’Agrò, Bruno Miliadò. La decisione arriva poche ore dopo l'esecuzione di misure cautelari nell'ambito di un'indagine. La normativa prevede l'interdizione temporanea dagli incarichi elettivi in caso di specifiche restrizioni.

La sospensione colpisce anche due consiglieri comunali. Si tratta di Emanuele Giuseppe Di Cara e Joseph Bondì. L'atto prefettizio applica l'articolo 11 del decreto legislativo 235 del 2012. Questo si collega direttamente all'ordinanza cautelare del Gip di Messina, su richiesta della Procura.

Inchiesta su false residenze per ottenere voti

L'indagine ipotizza un'associazione per delinquere. Il reato sarebbe finalizzato alla formazione di atti pubblici falsi. Al centro vi è la gestione delle richieste di cambio di residenza. Le attività investigative dei carabinieri di Taormina hanno ricostruito un sistema di attestazioni non veritiere.

Queste dichiarazioni mendaci sarebbero state usate per influenzare l'esito delle elezioni amministrative del 2024. Su 96 richieste di trasferimento di residenza esaminate, 59 sarebbero risultate false o irregolari. La Procura ha coordinato le indagini.

Indirizzi fittizi e immobili inesistenti

Le residenze fittizie sarebbero state registrate in immobili inesistenti. Altre indicazioni riguardavano strutture non abitate. Alcuni indirizzi erano riconducibili agli indagati. Tra questi figurano stabilimenti balneari e camere d'albergo.

Gli inquirenti ritengono che il sistema mirasse a influenzare il voto. Il comune coinvolto conta poco più di 800 abitanti. Il sindaco era stato eletto con un margine ristretto di preferenze.

Ruolo del sindaco e misure cautelari

Secondo le ricostruzioni, il sindaco Miliadò avrebbe seguito direttamente alcune fasi procedurali. Avrebbe impartito indicazioni operative anche agli agenti di polizia municipale. Il sindaco e il consigliere Di Cara sono agli arresti domiciliari. Il consigliere Bondì ha il divieto di dimora nel comune.

L'inchiesta coinvolge complessivamente più persone. Tra queste vi sono amministratori e personale comunale. Le misure cautelari sono differenziate. Alcune richieste del giudice per le indagini preliminari non sono state accolte.

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