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Nuove disposizioni limitano la navigazione nei laghi di Faro e Ganzirri a Capo Peloro. Divieto di motori, regole più severe per ormeggi e controlli per tutelare l'ambiente e la salute.

Nuova ordinanza per i laghi di Capo Peloro

La Capitaneria di porto di Messina ha introdotto significative modifiche alla navigazione nei laghi di Faro e Ganzirri. L'obiettivo è una gestione più attenta dell'area, inclusi i canali di collegamento. Questo provvedimento mira a migliorare la tutela ambientale e a risolvere criticità sanitarie.

Il nuovo regolamento entrerà in vigore a partire dal 15 maggio 2026. L'iter amministrativo ha visto la collaborazione di diversi enti. Tra questi, la Città Metropolitana di Messina, responsabile della gestione della riserva. Anche l'ASP di Messina ha contribuito con le sue valutazioni. Il confronto si è concentrato sulla salvaguardia dell'ecosistema e sulla sicurezza igienico-sanitaria.

Le problematiche legate alla molluschicoltura sono state un punto focale. Le nuove regole cercano un equilibrio tra le attività economiche e la conservazione. La riserva naturale orientata “Laguna di Capo Peloro” è un sito di grande valore naturalistico. La nuova ordinanza sostituisce quella del 2011, aggiornando la normativa esistente.

Stop ai motori e navigazione a basso impatto

La novità più rilevante è il divieto totale di utilizzo di motori. Questo divieto si applica ai laghi di Faro e Ganzirri. Vale anche per i canali interni e quelli che collegano al mare. La navigazione a remi rimane invece permessa. Sono previste eccezioni per motori ecologici.

Queste eccezioni sono strettamente legate alle attività di molluschicoltura. L'uso dei motori ecologici sarà autorizzato solo in casi specifici. L'Ente gestore definirà le modalità precise per queste autorizzazioni. La volontà è di minimizzare l'impatto acustico e inquinante sull'ambiente lagunare.

Anche per i canali di collegamento, la linea è restrittiva. La navigazione sarà consentita solo con mezzi a remi. In alternativa, si potranno usare mezzi a basso impatto ambientale. Le modalità operative saranno stabilite dall'Ente gestore della riserva. Questo approccio mira a preservare la quiete e la qualità delle acque.

Regole rigide per ormeggi e soste

L'ordinanza introduce un divieto generale di sosta e ancoraggio. Anche l'ormeggio è vietato negli specchi d'acqua interessati. Sono ammesse solo specifiche autorizzazioni. Queste dovranno essere rilasciate dall'Ente gestore della riserva. La finalità è evitare il sovraffollamento e il degrado delle aree.

Le imbarcazioni autorizzate dovranno essere registrate. Dovranno esibire un numero identificativo ben visibile. Questo faciliterà i controlli da parte delle forze di polizia. Sarà possibile identificare rapidamente le unità in regola e quelle non conformi. La trasparenza e la tracciabilità sono elementi chiave del nuovo sistema.

Sono previsti interventi strutturali per migliorare i controlli. Verranno installati dissuasori per impedire accessi non autorizzati. Saranno implementati sistemi di videosorveglianza. La cartellonistica informativa sarà adeguata agli standard tecnici. Tutto ciò servirà a garantire il rispetto delle nuove disposizioni e la sicurezza dell'area.

Tutela ambientale e sicurezza alimentare al centro

Le motivazioni alla base dell'ordinanza sono chiare. Si punta alla tutela dell'ecosistema lagunare. Altro aspetto fondamentale è la sicurezza alimentare legata alla molluschicoltura. Le acque della laguna sono utilizzate per l'allevamento di molluschi.

Le valutazioni dell'ASP di Messina hanno evidenziato la necessità di misure preventive. Queste misure sono volte a evitare criticità igienico-sanitarie. La preservazione della qualità delle acque è essenziale per la salute pubblica. La presenza di imbarcazioni a motore e soste non regolamentate è incompatibile con questi obiettivi. L'area protetta richiede attenzioni specifiche.

La sicurezza della navigazione è un altro fattore considerato. L'ordinanza mira a creare un ambiente più sicuro per tutti gli utenti. La regolamentazione delle attività nautiche contribuisce a prevenire incidenti. La coesistenza tra diverse attività deve avvenire nel rispetto delle normative ambientali e sanitarie.

Rimozione unità e sanzioni previste

L'ordinanza definisce le procedure per la rimozione delle imbarcazioni non autorizzate. Se i proprietari non vengono identificati, interverrà l'Ente gestore. Le spese di rimozione saranno a loro carico. Le unità non reclamate per 90 giorni potranno essere smaltite. Questo avverrà secondo le normative vigenti in materia.

Il sistema sanzionatorio si basa su diverse normative. Vengono richiamati il Codice della nautica da diporto e il Codice della navigazione. Si applicano anche le norme regionali sulla gestione delle riserve naturali. Le sanzioni mirano a dissuadere comportamenti non conformi.

L'obiettivo è garantire il rispetto delle regole. La nuova disciplina abroga l'ordinanza precedente del 2011. Si inserisce in un quadro normativo più ampio. Questo quadro mira a rafforzare la protezione della Laguna di Capo Peloro. L'area è riconosciuta per il suo alto valore naturalistico e ambientale.

Obiettivi a lungo termine per la laguna

Tra gli obiettivi principali della nuova ordinanza vi è la riduzione dell'impatto antropico. Si vuole limitare l'influenza delle attività umane sull'ecosistema. La sicurezza della navigazione è un altro punto chiave. Si cerca di creare un ambiente più sicuro per le imbarcazioni e per chi frequenta l'area.

Si mira a garantire un equilibrio sostenibile. Questo equilibrio deve esistere tra le attività economiche tradizionali e la conservazione. La molluschicoltura è un esempio di attività economica locale. La sua prosecuzione deve avvenire nel rispetto dell'ambiente. La salvaguardia dell'ecosistema è prioritaria.

La Riserva naturale orientata “Laguna di Capo Peloro” è un patrimonio da proteggere. Le nuove regole rappresentano un passo avanti in questa direzione. La collaborazione tra enti e la partecipazione della comunità saranno fondamentali. Il futuro della laguna dipende dalla corretta applicazione di queste misure. La gestione attenta garantirà la sua bellezza e la sua funzionalità ecologica per le generazioni future.

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