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Il Movimento Cinque Stelle in Basilicata sollecita la Regione a ottenere dati precisi da Tim riguardo al servizio clienti gestito da Callmat. L'obiettivo è comprendere l'impatto dell'automazione e salvaguardare i posti di lavoro a Matera.

Richiesta dati sul servizio clienti Callmat

Le consigliere regionali del Movimento Cinque Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, hanno avanzato una richiesta formale. Hanno chiesto l'immediata sospensione delle procedure di licenziamento. Inoltre, hanno sollecitato un intervento diretto della Regione Basilicata nei confronti di Tim. Questa iniziativa segue l'annuncio dei sindacati. Sono state avviate le lettere di licenziamento per 350 lavoratori. Il sito interessato si trova a Matera e appartiene alla società Callmat.

Domande precise sulla gestione delle richieste

Le consigliere pentastellate hanno dichiarato: «La Regione Basilicata pretenda di conoscere dalla committenza dati verificabili». Devono essere chiariti alcuni punti cruciali. Qual è il volume giornaliero effettivo delle richieste di assistenza ricevute da Tim? Quante di queste richieste vengono gestite direttamente dagli operatori umani? Quante invece vengono filtrate, deviate o trattate da sistemi automatizzati e di intelligenza artificiale? Qual è il tasso reale di chiamate che raggiungono il servizio clienti negli ultimi dodici mesi? Queste domande diventano ancora più stringenti. Ciò è dovuto alle recenti dichiarazioni pubbliche del vertice di Tim. Hanno illustrato il ricorso crescente all'automazione nei servizi di assistenza.

Convocazione urgente di un tavolo tecnico

«Il tavolo con Regione, Mimit, azienda, committenza e organizzazioni sindacali sia convocato immediatamente», hanno concluso Araneo e Verri. Hanno anche annunciato un'iniziativa del deputato pentastellato Arnaldo Lomuti. Egli informerà della situazione il Mimit. L'obiettivo è ottenere impegni scritti. Devono essere individuate risorse concrete e stabiliti tempi certi per le soluzioni. Non spetta ai lavoratori dimostrare che il lavoro esisteva. Spetta a chi ha deciso di spostarlo altrove spiegare le motivazioni. Spetta a chi governa impedire la cancellazione di un presidio occupazionale fondamentale per Matera.

Situazione critica per i lavoratori di Callmat

La vertenza Callmat a Matera mette a rischio il futuro di 350 famiglie. Le consigliere Araneo e Verri puntano il dito contro la mancanza di trasparenza da parte di Tim. L'azienda committente sembra fare sempre più affidamento sull'automazione. Questo aspetto preoccupa fortemente i sindacati e i lavoratori. La richiesta di dati certi mira a fare chiarezza sulla reale entità del lavoro svolto dagli operatori umani. La Regione Basilicata è chiamata a svolgere un ruolo di mediazione attivo. Deve garantire che gli impegni presi siano concreti e verificabili. La speranza è che si possa trovare una soluzione che tuteli l'occupazione nel territorio.

Il ruolo del Mimit e delle parti sociali

L'intervento del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) è considerato cruciale. Il deputato Arnaldo Lomuti si farà portavoce della situazione a livello nazionale. La convocazione di un tavolo tecnico che includa tutte le parti interessate è vista come il primo passo necessario. Regione, Mimit, Callmat, Tim e i sindacati dovranno confrontarsi apertamente. L'obiettivo è definire un piano d'azione condiviso. La salvaguardia dei posti di lavoro a Matera è la priorità assoluta. La comunità locale attende risposte concrete e impegni tangibili per evitare un ulteriore colpo all'occupazione.

Domande frequenti sulla vertenza Callmat

Cosa sta succedendo alla Callmat di Matera?
La società Callmat, che gestisce un servizio clienti per Tim a Matera, rischia di licenziare 350 lavoratori. Le consigliere regionali M5S chiedono alla Regione di intervenire per ottenere dati certi da Tim sulla gestione del servizio e sospendere i licenziamenti.

Qual è il ruolo di Tim nella vertenza?
Tim è l'azienda committente del servizio gestito da Callmat. Le consigliere M5S chiedono a Tim di fornire dati precisi sul volume delle richieste di assistenza, sulla gestione da parte degli operatori e sull'uso dell'automazione, per comprendere le ragioni dietro i potenziali licenziamenti.