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La vertenza Callmat a Matera rischia di lasciare a casa 350 lavoratori. Il consigliere regionale Cifarelli chiede un tavolo d'urgenza che coinvolga tutti gli attori, inclusi Tim e il Governo, per trovare una soluzione.

Appello per la salvaguardia dei posti di lavoro

Il consigliere regionale Roberto Cifarelli ha lanciato un forte appello. Chiede al presidente della Regione Basilicata, Bardi, di convocare subito un incontro. L'obiettivo è risolvere la crisi che minaccia 350 impieghi nel sito di Matera. Le lettere di licenziamento potrebbero arrivare presto.

La richiesta è chiara: riunire attorno a un tavolo CallMat, Tim, i sindacati e il Governo nazionale. Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità. Questo passo è fondamentale per accelerare una soluzione.

Dettagli della vertenza e richieste specifiche

Secondo quanto riportato dai sindacati, CallMat ha espresso il desiderio di rimanere a Matera. Tuttavia, Tim ha comunicato che non rinnoverà i contratti per il sito materano dopo il 31 dicembre. Questa è la situazione attuale.

Se questo è il quadro, Tim deve partecipare attivamente al tavolo. Deve chiarire le proprie intenzioni future. La Regione Basilicata ha il compito di specificare le risorse disponibili. Deve anche informare sullo stato dei progetti di digitalizzazione promessi.

Inoltre, l'amministrazione regionale deve presentare iniziative concrete. Queste dovrebbero mirare a ottenere nuove commesse. L'obiettivo è garantire la continuità produttiva e occupazionale. È essenziale anche il coinvolgimento del Governo, tramite il Mimit.

Soluzioni oltre i confini regionali

La portata della vertenza e il ruolo della committenza nazionale sono evidenti. La soluzione non può essere trovata solo all'interno della regione. È necessario un approccio più ampio.

Cifarelli sottolinea l'importanza di un intervento a livello nazionale. La collaborazione tra tutti gli enti è indispensabile. Solo così si potrà salvaguardare il futuro dei lavoratori.

La speranza è che il tavolo regionale possa portare a risultati concreti. La priorità resta la tutela dei 350 posti di lavoro a rischio. La situazione richiede risposte rapide ed efficaci.