Il Mantovano registra una drastica riduzione dei negozi di vicinato, con una perdita del 19,9% in dieci anni. Lo studio Nomisma evidenzia la gravità della situazione, ponendo la provincia tra le peggiori a livello nazionale. Confcommercio chiede interventi urgenti per sostenere il commercio locale.
Crisi commercio locale nel Mantovano
Il tessuto commerciale del Mantovano sta affrontando una crisi profonda. Negli ultimi dieci anni, la provincia ha visto scomparire quasi il 20% dei suoi negozi di vicinato. Questo dato allarmante emerge da un'analisi dell'Osservatorio Nomisma. La situazione del Mantovano si posiziona tra le più critiche in Italia.
Il calo è stato del 19,9% tra il 2015 e il 2025. Solo Ancona (-21,3%) e Pesaro-Urbino (-20%) registrano perdite maggiori. Questi numeri destano forte preoccupazione, come sottolinea Lamberto Manzoli, presidente di Confcommercio Mantova.
«Questi numeri destano forte preoccupazione», ha dichiarato Manzoli. Il commercio locale è un presidio sociale. Perde punti di riferimento importanti per la comunità. Il negozio di vicinato non è solo un'attività economica. Rappresenta un elemento di identità e relazione.
Confronto con la media nazionale
A livello nazionale, il calo medio dei negozi di vicinato è stato del 6,7% negli ultimi dieci anni. Il Mantovano registra quindi una flessione quasi tripla rispetto alla media. Questo indica problematiche specifiche del territorio. Nonostante il calo delle attività, si osserva un aumento degli addetti nel settore. Ciò suggerisce una trasformazione verso strutture più grandi e organizzate.
Le piccole realtà commerciali faticano a sopravvivere. La crescita degli addetti (+21,2%) segnala un cambiamento strutturale. Il sistema commerciale si sta concentrando su realtà più ampie. Le piccole botteghe locali sono sempre più marginalizzate.
Settori in sofferenza e costi immobiliari
La ristorazione mostra invece dinamismo. Il settore registra un aumento di imprese e addetti. Al contrario, il commercio tradizionale soffre. In particolare, i settori tessile, abbigliamento e cultura perdono terreno. La contrazione dei consumi e la concorrenza online aggravano la situazione.
Un altro fattore critico sono i costi immobiliari. I valori di compravendita sono diminuiti del 9%. Tuttavia, i canoni di locazione sono aumentati del 12,9% a livello nazionale. Questo rende difficile la sopravvivenza per molte piccole attività.
«Il rischio concreto è quello di una desertificazione commerciale sempre più estesa», avverte Nicola Dal Dosso, direttore generale di Confcommercio Mantova. Le conseguenze sull'attrattività dei territori sono dirette. Le performance di ristorazione e ricettività sono migliori. Ma non bastano a compensare il calo del commercio.
Appello all'azione e politiche mirate
È necessario intervenire con politiche mirate. Queste dovrebbero sostenere il negozio di prossimità. Bisogna riequilibrare i costi e favorire nuovi modelli di sviluppo. Un confronto costruttivo tra amministrazioni e associazioni di categoria è fondamentale. Il progetto Cities di Confcommercio va in questa direzione.
«È fondamentale che dalle analisi si passi rapidamente all’azione», conclude Dal Dosso. Servono scelte coraggiose e coordinate. Il commercio locale deve essere una leva strategica. Deve rilanciare lo sviluppo economico e sociale dei territori.