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A Mantova si è tenuta una manifestazione di protesta contro il blocco della Flotilla umanitaria diretta a Gaza. Circa 150 persone hanno partecipato, chiedendo un intervento italiano ed europeo.

Manifestazione di solidarietà a Mantova

Una folla di circa 150 persone si è riunita giovedì 30 aprile in piazza Martiri di Belfiore a Mantova. L'evento è stato organizzato da La Boje. La mobilitazione è avvenuta in contemporanea con altre iniziative in tutta Italia. L'obiettivo era esprimere solidarietà alla Global Sumud Flotilla. Questa flottiglia era diretta a Gaza con aiuti umanitari. Le imbarcazioni sono state fermate dalla Marina israeliana in acque internazionali, al largo di Creta.

La protesta è nata dopo la notizia dell'abbordaggio. Le autorità israeliane hanno fermato 22 imbarcazioni. Queste trasportavano aiuti essenziali per la popolazione di Gaza. L'azione è avvenuta mentre le navi si trovavano in acque internazionali. La manifestazione ha visto la partecipazione di diverse fasce d'età. Bambini e anziani hanno manifestato insieme. Hanno aderito anche associazioni come Arci e Remap.

Richiesta di intervento e solidarietà

Enrico Lancerotto, portavoce de La Boje, ha sottolineato la necessità di un'azione concreta. «Chiediamo che lo stato italiano difenda le centinaia di persone arrestate in modo illegale da Israele», ha dichiarato. Ha aggiunto che gli arrestati «non rappresentavano in alcun modo una minaccia». Molti attivisti avevano progetti a Gaza da anni. Lancerotto ha definito l'abbordaggio un attacco alla solidarietà internazionale. Ha chiesto un intervento delle autorità italiane ed europee. Inoltre, ha sollecitato un impegno delle istituzioni internazionali. L'obiettivo è fermare quello che ha definito il «regime bellicista» di Israele.

La situazione a Gaza è descritta come drammatica. «La situazione a Gaza non è affatto migliorata», ha aggiunto Lancerotto. I bombardamenti continuano, seppur con minore intensità. L'ingresso di viveri e beni di prima necessità resta difficile. La manifestazione è vista come una risposta alla «legge del più forte». Si oppone alla «legge delle bombe» attribuita a Trump e a Israele. La forza delle piazze e la difesa dei diritti umani sono considerate le uniche risposte possibili.

La testimonianza di Mahmoud

Tra i partecipanti alla manifestazione c'era anche Mahmoud. Indossava una felpa con i colori della bandiera palestinese. Nato in Libano e residente a Mantova dal 2020, ha origini palestinesi. Con voce commossa, ha condiviso la sua esperienza. «Ho partecipato a molte manifestazioni in questi anni», ha detto. Ha descritto la situazione come «terribile». Ha rivelato di aver perso 90 amici in Palestina. La sua famiglia si trova in Libano, dove la situazione è anch'essa precaria. I bombardamenti non risparmiano nessuno. La guerra, ha sottolineato, «non ha pietà». Guardare i video da Gaza gli provoca un dolore fortissimo.

La mobilitazione è stata organizzata d'urgenza. L'abbordaggio della flottiglia è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì. Nonostante i tempi stretti, la risposta della cittadinanza è stata significativa. La presenza di persone di tutte le età dimostra la profonda preoccupazione per la crisi umanitaria in corso. La manifestazione ha voluto portare vicinanza agli attivisti della Global Sumud Flotilla e al popolo palestinese. Si è ribadito il sostegno alla causa palestinese, con lo slogan «Palestina libera dal fiume fino al mare».

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