Una coppia di Mantova è stata condannata per aver installato telecamere per spiare le vicine di casa. La vicenda, nata da liti condominiali, si è conclusa con una pena sospesa e un risarcimento.
Spionaggio domestico nel mantovano
Un matrimonio residente nell'hinterland mantovano è stato giudicato colpevole. Hanno spiato per quasi un anno le loro vicine di casa. L'operazione è avvenuta tramite una telecamera posizionata sul balcone. Hanno utilizzato anche il videocitofono e filmato con il cellulare. La coppia, sulla quarantina, ha agito sostenendo di essere esasperata da continue liti condominiali. Le accuse mosse nei loro confronti riguardano la violazione della privacy altrui. La difesa ha affermato che i coniugi si sentivano intimiditi. Per questo motivo avrebbero installato una potente telecamera. L'apparecchio era puntato verso la proprietà delle due vicine. Le forze dell'ordine hanno trovato centinaia di fotografie e filmati. Questi elementi hanno rafforzato l'accusa. La vicenda si è svolta tra il 2020 e il 2021. Il luogo è una piccola frazione di un comune della provincia di Mantova.
Condanna e risarcimento per la coppia
I coniugi sono finiti davanti al giudice. I loro legali, Francesco Sorregotti e Francesco Aporti, hanno optato per il rito abbreviato. L'udienza finale si è tenuta giovedì pomeriggio. Davanti al giudice Alessia Perolio, con il pubblico ministero Luciana Sgotti, è stata pronunciata la sentenza. La pena è di un anno di reclusione. La pena è stata sospesa. La coppia è stata inoltre condannata a pagare una provvisionale di 5mila euro a ciascuna parte civile. La difesa ha già annunciato l'intenzione di presentare ricorso in appello. La vicenda è emersa come conseguenza di rapporti condominiali deteriorati. I dissapori erano reciproci e hanno portato a querele incrociate. Gli imputati sono infatti anche parti offese in un procedimento parallelo. Le tensioni sono iniziate tempo fa. Sono state alimentate da minacce e dispetti reciproci. Tra i fatti contestati figurano auto parcheggiate male nel cortile. Ci sono state anche occhiatacce, insulti e un sospetto avvelenamento di un cane. Non sono mancate le minacce esplicite.
Nessuna intromissione in casa, ma giardini spiati
I legali difensori hanno precisato che non c'è stata alcuna intromissione all'interno delle abitazioni. Le telecamere e le immagini trovate sui cellulari degli imputati ritraevano però il giardino di una delle abitazioni sorvegliate. Con il passare dei mesi, la situazione è diventata insostenibile per tutte le parti coinvolte. I primi a decidere di cambiare ambiente e casa sono stati proprio i coniugi ora imputati. La loro tesi difensiva è sempre stata quella di non sentirsi più al sicuro. Questo era dovuto a una serie di incomprensioni e litigi pregressi. Alcuni di questi dissapori erano già sfociati in cause civili. Tra queste, una riguardava lo scarico di un pluviale. Un'altra era legata a minacce di morte. La coppia ha quindi scelto di trasferirsi per cercare una nuova serenità. La giustizia ha però fatto il suo corso, portando alla condanna per violazione della privacy.
Domande frequenti
Cosa ha portato alla condanna della coppia a Mantova?
La coppia è stata condannata per aver spiato le vicine di casa con telecamere e cellulari, violando la loro privacy. Questo è avvenuto in seguito a liti condominiali e tensioni tra vicini.
Qual è stata la pena inflitta ai coniugi?
I coniugi hanno ricevuto una condanna a un anno di reclusione, pena sospesa, e sono stati obbligati a pagare una provvisionale di 5mila euro a ciascuna delle parti civili. La difesa ha annunciato ricorso in appello.