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Il deputato Bruno Tabacci ha intonato "Bella ciao" durante una seduta alla Camera dei Deputati. Il gesto è avvenuto in segno di protesta contro l'approvazione di un Decreto Sicurezza. Tabacci ha sottolineato il legame tra la Repubblica italiana e la Resistenza.

Tabacci protesta con "Bella ciao" alla Camera

Il deputato Bruno Tabacci ha partecipato a un coro di protesta alla Camera dei Deputati. Il 24 aprile, vigilia della Festa della Liberazione, ha intonato il canto partigiano "Bella ciao". L'azione era diretta contro il Decreto Sicurezza in discussione.

Tabacci, con una lunga carriera politica, ha spiegato le ragioni del suo gesto. Ha affermato di aver aderito all'iniziativa dei colleghi. La sua intenzione era manifestare dissenso verso la maggioranza. Ha criticato la rapidità e la mancanza di rispetto nel procedimento legislativo. La data scelta, il 24 aprile, era particolarmente significativa.

La Repubblica e la Resistenza

Il parlamentare ha evidenziato il legame storico. La Repubblica italiana è considerata figlia della Resistenza. La nascita della Costituente è una diretta conseguenza della lotta contro i nazifascisti. Questo evento, con l'aiuto degli Alleati, ha portato alla liberazione. Tabacci ha definito questo un fondamento irrinunciabile della Repubblica.

Ha aggiunto che il suo gesto in aula mirava a essere unificante. Ha espresso disappunto per eventuali premesse diverse da questo principio. La sua azione voleva rafforzare un messaggio di unità nazionale.

Valori e origini mantovane

Bruno Tabacci proviene dalla Democrazia Cristiana. La sua terra d'origine, il Mantovano, è storicamente legata ai valori del 25 Aprile. Questi principi sono sempre stati difesi con forza in quella zona.

Il deputato ha ricordato un episodio accaduto circa 50 anni fa. Insieme ad amici della DC, organizzò un viaggio. L'obiettivo era visitare l'azienda di Giovanni Marcora. Marcora era un noto capo partigiano, conosciuto anche come Albertino. Durante la visita, incontrarono partigiani comunisti. Provenivano dalla Val d’Ossola e dall’Appennino tosco emiliano.

Erano tutti accomunati dall'essere democratici e antifascisti. Tabacci ha raccontato anche la storia di suo padre. Aveva combattuto in Grecia e Jugoslavia. Dopo l'8 settembre 1943, si unì ai partigiani di Tito. Scelse questa strada piuttosto che finire nei campi di concentramento.

Il 25 Aprile a Mantova

Nella zona di Mantova, il 25 Aprile è una data che storicamente unisce. Non si sono mai registrati incidenti o contestazioni significative. Tabacci ha notato una minore tensione rispetto ad altre città come Milano. Ha citato un episodio di contestazione a Milano. Riguardava la Brigata ebraica. Ha attribuito questa contestazione a influenze politiche legate a Netanyahu e ai suoi recenti conflitti.

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