Il Nabucco di Verdi inaugura il Macerata Opera Festival con un allestimento visionario e un cast di talento. L'opera promette un'esperienza immersiva tra scenografie dinamiche e costumi ispirati a scenari post-apocalittici.
Un deserto di rocce prende vita allo Sferisterio
Un paesaggio desertico mobile apre e chiude la rappresentazione del Nabucco. Queste scenografie dinamiche mutano per delineare i diversi scenari dell'opera. L'allestimento debutta il 17 luglio. Segna l'avvio della 62ª edizione del Macerata Opera Festival. L'evento si svolge presso l'Arena Sferisterio.
La produzione è frutto di una coproduzione. Coinvolge la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi. La regia è affidata al regista belga Paul-Émile Fourny. Le scene sono curate da Benito Leonori. Lo spettacolo articola l'opera in quattro momenti distinti. Questi sono Gerusalemme, L'Empio, La Profezia e L'idolo infranto. La messa in scena li proietta in una dimensione atemporale. Una dimensione circolare evoca i quattro elementi naturali. Aria, terra, mare e fuoco sono richiamati visivamente. L'intento è rappresentare la lotta eterna tra popoli e individui. Questa lotta si ricompone infine nel conforto di un'entità metafisica.
Le videoproiezioni di Mario Spinaci sono particolarmente suggestive. I movimenti scenici di Giorgia Leonardi li accompagnano. I costumi, ideati da Giovanna Fiorentini, sono di ispirazione post-apocalittica. Richiamano l'estetica della serie cinematografica Mad Max.
Storia biblica e tormenti personali di Verdi
Il Nabucco, presentato per la prima volta alla Scala nel 1842, ottenne un successo straordinario. L'opera fu composta da Giuseppe Verdi. Il libretto è di Temistocle Solera. Verdi la scrisse in un periodo di profondo dolore personale. La sua vita fu segnata dalla perdita della moglie Margherita Barezzi. Poco dopo morirono anche i suoi due figli piccoli.
La trama narra la storia biblica del re babilonese Nabucodonosor. Descrive la sua vittoria sugli ebrei. Questi vengono deportati dalla loro terra. La vicenda si intreccia con quella personale della figlia illegittima Abigaille. Lei depone il padre e si impossessa del trono. Il trono era destinato alla sorellastra Fenena. Quest'ultima ama ricambiata Ismaele. Lui è un ebreo e si converte alla sua religione. Ismaele è conteso anche da Abigaille. Alla fine, Abigaille perde e si suicida. Nabucodonosor si converte all'ebraismo. Questo evento scatena l'entusiasmo generale.
L'opera affronta quindi temi di amore. Ma il suo linguaggio melodrammatico è strettamente legato al senso corale del popolo. Esplora la coscienza della patria. Sottolinea il bisogno di riscatto politico e sociale.
Cast stellare e repliche dell'opera
L'opera ritorna allo Sferisterio dopo un'assenza di 13 anni. L'Orchestra Filarmonica Marchigiana-Form è diretta da Fabrizio Maria Carminati. Il Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini è preparato da Christian Starinieri.
Il regista Fourny sottolinea la particolarità di questo debutto. Evidenzia un cast eccezionale. Le voci sono definite meravigliose. Gli interpreti possiedono grande abilità sia nella recitazione che nell'interpretazione.
I ruoli principali sono affidati a un gruppo di artisti di rilievo. Anastasia Bartoli interpreta Abigaille. Ariun Ganbataar è Nabucco. Laura Verecchia veste i panni di Fenena. Alessandro Scotto Di Luzio è Ismaele. Alberto Comes debutta nel ruolo di Zaccaria. Alessia Camarin interpreta Anna. Renzo Ran è il Gran Sacerdote di Belo. Simone Fenotti è Abdallo.
Le repliche dell'opera sono previste per il 26 luglio. Successivamente, il primo e il 9 agosto.