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Il soprano Anastasia Bartoli si esibisce nello storico Sferisterio di Macerata con il Nabucco di Verdi. L'artista esprime il suo fascino per l'acustica del luogo e rivela dettagli sulla sua preparazione e vita privata.

Bartoli conquista lo Sferisterio con il Nabucco

Il celebre soprano Anastasia Bartoli ha confessato la sua profonda ammirazione per lo Sferisterio di Macerata. L'artista si prepara a un debutto emozionante il 17 luglio. Si esibirà nel ruolo di Abigaille nell'opera Nabucco di Verdi. Questa performance segna la sua prima volta all'aperto in questo ruolo. Ha già interpretato Abigaille a Bari e Berlino.

Bartoli è figlia della rinomata cantante lirica Cecilia Gasdia. Sua madre funge anche da sua coach. Inoltre, Gasdia è l'attuale sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. Anastasia ha dichiarato che non si esibirà mai all'Arena finché sua madre ricoprirà tale incarico. «Legalmente sarebbe possibile», ha ammesso, «ma entrambe ci sentiremmo a disagio».

Le sfide di Abigaille e l'acustica dello Sferisterio

Nonostante un iniziale timore di cantare sotto le stelle, Bartoli ha trovato l'acustica dello Sferisterio eccezionale. «È estremamente generosa», ha affermato, «anche rispetto a molti teatri al chiuso».

Il soprano, descritta come una giovane bellezza mediterranea dallo spirito ribelle, ama le emozioni forti. In passato ha praticato paracadutismo per cinque anni. Ha anche coltivato la passione per la musica metal. Ha avuto una breve esperienza come sommelier. Il paracadutismo le ha insegnato freddezza e controllo. La musica metal, mai del tutto abbandonata, le ricarica le energie prima di salire sul palco.

Riguardo alle sue doti di sommelier, Bartoli scherza sul fatto che la sua forza risieda nella voce, non nell'olfatto. Il ruolo di Abigaille richiede grande voce, tecnica, duttilità e agilità. Il personaggio presenta repentini passaggi da note acute a gravi. Ci sono anche significativi cambiamenti nella tessitura vocale. Questi passaggi alternano momenti di furia drammatica a momenti più intimi.

«Una vera sfida», ha commentato Bartoli. La affronterà studiando e ripetendo ogni nota. Il suo obiettivo è dare vita a un'interpretazione sfaccettata. Nell'ambientazione post-apocalittica creata dal regista Paul-Emile Fourny, il personaggio diventa quasi primordiale.

Abigaille: una cattiva complessa

Molti considerano Abigaille la cattiva dell'opera. Tuttavia, Bartoli vede il personaggio in modo diverso. Per lei, Abigaille è «solo incattivita per la mancanza di amore». La sua sofferenza deriva dal padre Nabucodonosor, che la usa ma predilige la figlia legittima Fenena. Anche Ismaele, a cui ambisce, non ricambia il suo amore. La sua tragica fine la porterà al suicidio.

Chiederà perdono delle sue malefatte, ma sarà troppo tardi. Questo approfondimento psicologico del personaggio arricchisce la sua interpretazione.

Progetti futuri e vita privata

Per la prossima stagione, Bartoli è attesa alla Scala di Milano. Interpreterà un altro ruolo complesso: Lady Macbeth. Si preparerà dedicando almeno due ore al giorno allo studio. L'allenamento vocale avverrà sotto la guida della madre.

La collaborazione con la madre è stata inizialmente difficile. «All'inizio psicologicamente non è stato facile», ha confessato. A volte dimenticava che fosse la sua insegnante. Ci sono stati periodi di blocco totale. Ora, però, si divertono molto. Si definiscono «simbiotiche». Sua madre ammette di aver imparato molto da questa esperienza.

Tra un vocalizzo e l'altro, Bartoli coltiva anche la sua vita privata. Ha un compagno da cinque anni. Lui opera nel settore della ristorazione. Lo considera «l'uomo della mia vita». Ha espresso il desiderio di sposarsi appena avranno tempo.

Due sogni nel cassetto rimangono: formare un gruppo metal. Desidera anche interpretare Rosina ne Il Barbiere di Siviglia. La sua carriera artistica è ricca di sfide e passioni.

Le sue parole sono state riportate da ANSA.