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Un cortometraggio dell'Università di Macerata, "Silver City", è stato presentato in anteprima mondiale al Bridge Film Festival di Verona. Il film esplora la vita a Srebrenica trent'anni dopo il genocidio, attraverso gli occhi di giovani studenti italiani.

Corto "Silver City" debutta a Verona

Il film breve intitolato "Silver City" ha debuttato in anteprima mondiale. La produzione è opera della Scuola di studi superiori "Giacomo Leopardi". Questa istituzione fa parte dell'Università di Macerata. La presentazione è avvenuta durante la tredicesima edizione del Bridge Film Festival. L'evento si è svolto a Verona. Il cortometraggio è stato girato nel luglio 2025. La location delle riprese è stata Srebrenica. Hanno partecipato allievi e allieve delle Scuole di studi superiori. La regia è stata curata da Ado Hasanović. Il film narra la storia della città bosniaca. La vicenda è ambientata trent'anni dopo il genocidio.

Un viaggio di formazione e memoria

L'origine del cortometraggio risiede in un viaggio di formazione. Questo percorso è stato organizzato dalla Scuola Leopardi. Ha toccato le città di Sarajevo e Srebrenica. L'iniziativa rientrava nella rete nazionale delle Scuole di studi superiori Assi. Ha beneficiato anche del Dm 231/2023. Attraverso passeggiate ed incontri informali, "Silver City" segue un gruppo di giovani studenti. Questi provenivano dall'Italia. Sono giunti nella "Città d'argento". Lì hanno interagito con coetanei locali. Hanno conosciuto cittadini e cittadine. Hanno scoperto sogni, paure e speranze. Hanno osservato la vita quotidiana dei giovani bosniaci. È un'immersione nell'umanità. La memoria del passato si fonde con il desiderio di futuro delle nuove generazioni.

Collaborazioni e accoglienza del pubblico

Diversi attori hanno contribuito alla realizzazione del film. Tra questi, Valentina Gagić dell'associazione Sara. Anche la cittadinanza di Srebrenica ha avuto un ruolo. Roberta Biagiarelli ha coordinato il viaggio. Azra Nuhefendić ha partecipato attivamente. La proiezione del cortometraggio si è tenuta al Teatro Satiro Off. Questo spazio è il cuore di Casa Shakespeare. È uno dei luoghi che ospita il Bridge Film Festival. Si trova nel quartiere Filippini di Verona. Il film ha ricevuto un grande apprezzamento. Il pubblico ha manifestato entusiasmo.

Le dichiarazioni degli organizzatori e del regista

«Ogni anno ci ritroviamo per riflettere sui temi importanti della nostra società», ha affermato Ginevra Gadioli. Lei è co-direttrice artistica del festival. «Riteniamo che la cultura possa essere un potente strumento di riflessione e mutamento», ha aggiunto. Alla proiezione era presente il regista Ado Hasanović. «Sono particolarmente felice che Bridge Film Festival ospiti la prima mondiale di questo documentario», ha dichiarato. «È nato dall'incontro tra gli studenti delle Scuole di studi superiori e la comunità di Srebrenica», ha spiegato. «Il film racconta il valore dell'ascolto, del dialogo e di uno sguardo nuovo su un luogo troppo spesso definito soltanto dal suo passato».

L'importanza dell'esperienza e della memoria storica

Era presente anche la direttrice della Scuola "Giacomo Leopardi", Carla Danani. Lei ha sottolineato l'importanza di esperienze come quella vissuta in Bosnia-Erzegovina. Queste esperienze servono «per non lasciarsi imporre le cosiddette fatalità della storia». Il rettore John McCourt ha definito la selezione di "Silver City" un risultato importante. «È un risultato importante per la Scuola e per tutta l'Università di Macerata», ha sottolineato. «Il cortometraggio nasce da un'esperienza formativa intensa», ha aggiunto. «Vissuta tra Sarajevo e Srebrenica, mostra come l'università possa educare non solo attraverso lo studio, ma anche attraverso l'incontro, l'ascolto e la responsabilità della memoria».

Per McCourt, «la storia non resta viva da sola». «Deve essere resa accessibile, interrogata e rielaborata da ogni nuova generazione», ha spiegato. «Solo così può diventare una difesa contro l'indifferenza e contro il rischio di ripetere gli stessi errori».

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