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Un masso con ancora commemora il "barcon", ristorante galleggiante che ha segnato Legnago. L'iniziativa dell'associazione La Verbena dell'Adige onora la memoria di Sandro Bifulco.

Un cippo per il "barcon" di Legnago

Un nuovo segno del passato riemerge a Legnago. Un masso con un'ancora sarà inaugurato il 1° maggio. Sarà posizionato vicino al luogo dove un tempo attraccava il celebre "barcon". Questa installazione vuole essere una testimonianza tangibile. Ricorderà un uomo speciale e la sua impresa.

Per ben 28 anni, dal 1997 al 2025, il "barcon da Sandro" ha caratterizzato il paesaggio fluviale. La chiatta, trasformata in ristorante galleggiante, è stata un'icona. La sua storia si è conclusa con l'affondamento e lo smantellamento. La città ha deciso di non dimenticare questo simbolo.

La memoria di Sandro Bifulco vive

Il ristorante galleggiante, noto come «Al 410 Risto Boat», ha avuto una vita intensa. La sua fine è arrivata a causa di danni strutturali. Il relitto è stato rimosso definitivamente a gennaio. La città di Legnago non dimentica però il suo creatore, Sandro Bifulco. L'imprenditore, scomparso nel 2015, era una figura molto amata.

L'associazione La Verbena dell'Adige ha organizzato un evento. Si terrà il 1° maggio per onorare la memoria di Sandro e del suo "barcon". Il presidente Maurizio Antoniazzi e i suoi collaboratori hanno lavorato al progetto. Hanno recuperato un grande masso e un'ancora. Quest'ultima era stata recuperata dallo stesso Bifulco.

Un'iniziativa per valorizzare il fiume

La scultura naturale diventerà un cippo commemorativo. Sarà dedicato a Sandro e alla sua imbarcazione. L'inaugurazione è prevista alle 16 nell'area golenale vicino a via XXIV Maggio. È stato invitato anche il sindaco Paolo Longhi. L'area ospita anche un ulivo piantato da Sandro negli anni Novanta.

Antoniazzi ricorda il coraggio di Sandro. «Risalire l'Adige controcorrente con quella nave era un'impresa», ha detto. «Era un sognatore, gli dicevano che era impossibile. Ma lui ci è riuscito». Il "barcon" era un punto di ritrovo per molte generazioni di legnaghesi. Rappresentava un sogno realizzato.

L'associazione mira a valorizzare l'ambiente fluviale. «Sandro amava dire che il fiume è l'elemento più bello di Legnago», ha spiegato il presidente. Il suo ristorante sull'Adige ne era la prova. L'iniziativa vuole mantenere vivo il suo ricordo. E il suo messaggio: «Sognare in grande, anche andando controcorrente».

La storia del "barcon"

La chiatta, smantellata a gennaio, fu scoperta da Bifulco in Croazia negli anni Novanta. Risale alla Seconda Guerra Mondiale. Fu trasformata in ristorante nel 1955. Nel 1983 divenne un locale commerciale. Nel 1994, Bifulco la portò a Legnago, risalendo l'Adriatico e poi l'Adige.

L'inaugurazione ufficiale avvenne il 28 settembre 1997. Sandro e sua moglie Graziella la gestirono per anni. Nel 2019, la proprietà passò alla famiglia Antoniazzi. Successivamente, il locale fu affittato a una cooperativa.

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