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La Procura di Larino ha delineato il piano per la rimozione delle macerie del ponte crollato sul fiume Trigno. I lavori, che includono la deviazione del corso d'acqua, avranno un costo stimato di 6,5 milioni di euro e seguiranno un cronoprogramma preciso.

Piano di rimozione e deviazione fiume

La Procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha illustrato le prossime fasi operative. I lavori prevedono la rimozione controllata degli impalcati e delle strutture di fondazione del viadotto. Saranno impiegati mezzi meccanici robotizzati per la segmentazione del cemento armato. Successivamente, gru e mezzi pesanti sposteranno i detriti.

Queste operazioni avverranno in sicurezza. La profondità del fiume Trigno nella zona del crollo rende necessario un intervento cauto. Per proteggere operai e attrezzature, si utilizzeranno strutture provvisorie chiamate 'ture'. Queste saranno rinforzate con massi di grandi dimensioni per deviare temporaneamente il corso d'acqua.

Si sta valutando anche un'alternativa. Questa consiste nel sollevare le campate crollate. Tuttavia, la distanza tra le sponde del fiume rende questa opzione complessa e potenzialmente pericolosa. Richiederebbe l'impiego di mezzi molto sofisticati.

Costi e cronoprogramma dei lavori

Il costo totale per la rimozione dell'intero viadotto è stimato intorno ai 6,5 milioni di euro. La rimozione delle sole campate crollate costerebbe circa un milione di euro. È stato definito un cronoprogramma dettagliato per tutte le attività.

La cantierizzazione dell'area è prevista entro metà novembre. Sarà necessario ottenere le autorizzazioni necessarie e preparare i mezzi. Il dragaggio completo dell'area interessata si concluderà entro giugno 2027. Ad agosto 2027 si procederà con la rimozione delle campate cadute.

Il dissequestro dell'area sarà inizialmente temporaneo. Permetterà lo svolgimento degli interventi di rimozione. Diventerà definitivo solo dopo la rimozione completa dei resti del ponte. La Procura di Larino seguirà da vicino queste fasi.

Indagini sulle cause del crollo

L'attività della Procura è strettamente legata ai tempi di rimozione delle macerie. L'obiettivo è raccogliere elementi materiali e tecnici. Si concentreranno sulle fondazioni e sulle pile del ponte interessate dal crollo. Questo permetterà di accertare le cause esatte dell'incidente.

Al vertice che ha definito il piano hanno partecipato magistrati, rappresentanti di Anas, geologi, ingegneri e i Vigili del Fuoco di Campobasso. La collaborazione tra le diverse figure professionali è fondamentale per la buona riuscita dell'operazione. La sicurezza e l'efficacia degli interventi sono le priorità.

Il crollo del ponte sul fiume Trigno, avvenuto il 2 aprile, ha interrotto un'importante arteria stradale. La sua ricostruzione o la messa in sicurezza dell'area richiederà tempo e risorse significative. La gestione dei lavori è affidata a professionisti qualificati.

La situazione richiede un'attenta pianificazione per minimizzare i disagi alla circolazione. La deviazione del fiume è una misura necessaria per garantire la sicurezza delle operazioni. La rimozione delle macerie è un passo cruciale per le indagini sulla causa del cedimento strutturale.

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