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Una vasta esercitazione regionale ha simulato scenari di emergenza complessi, inclusi terremoti e incidenti, per testare il piano di risposta della Protezione Civile marchigiana e del sistema di soccorso. L'evento ha coinvolto centinaia di operatori e specialisti, verificando il coordinamento e l'efficacia delle procedure in caso di calamità.

Simulato collasso diga e danni da sisma

Uno scenario di forte impatto ha previsto un evento sismico. Questo ha causato danni estesi a edifici e infrastrutture. Successivamente, si è ipotizzato il collasso della diga di Castreccioni. Ciò ha generato criticità per le aree a valle. L'esercitazione regionale di protezione civile ha avuto questo come punto focale. L'obiettivo era testare la risposta del sistema di soccorso regionale. Si è verificata l'attivazione del Piano di Emergenza della Diga di Castreccioni. L'evento si è svolto a Cingoli, in provincia di Macerata.

Hanno preso parte alle attività anche i Vigili del Fuoco. Sono stati impiegati circa 100 soccorritori. Questi provenivano da tutti i comandi delle Marche. Sono state attivate le Sale Crisi dei comandi di Ancona e Macerata. Si è posta particolare attenzione alle attività di ricognizione. Si è valutato l'impatto sul territorio. Nei centri storici di Apiro e Filottrano sono state condotte operazioni di Quick triage. Questo serviva a individuare aree interdette. Si sono definite zone rosse da comunicare alle autorità competenti.

Incidenti stradali e ricerca dispersi

Tra gli scenari operativi, è stato simulato un incidente stradale. Questo è avvenuto lungo il fiume Musone. La zona era in prossimità del ponte "Squartabue". L'incidente ha coinvolto un pulmino e un'auto. Una persona è risultata dispersa nell'alveo del fiume. Per le operazioni di ricerca e soccorso sono stati impiegati nuclei specialistici. Si tratta dei reparti Speleo alpino fluviale (Saf). Hanno supportato le squadre territoriali. Hanno collaborato con il personale sanitario. Quest'ultimo ha allestito un Posto Medico Avanzato.

Un altro scenario ha riguardato la ricerca di una persona dispersa. Questo è avvenuto in ambiente fluviale. La zona era vicina alla foce del Musone. Dopo il ritrovamento di un'auto nell'alveo, sono state attivate diverse unità. Tra queste, il Posto di Comando Avanzato. Sono stati impiegati moduli specialistici come i Sommozzatori. Presenti anche il Nucleo sistema aeromobile a pilotaggio Remoto (Sapr). Hanno operato il Nucleo cinofilo e personale Tas (Topografia applicata al soccorso). Anche il Nucleo Nautico è stato attivato. Il personale della Capitaneria di Porto ha partecipato alle ricerche nell'area costiera. Hanno agito in stretto coordinamento con i Vigili del Fuoco.

Logistica e comunicazioni in emergenza

Presso l'Interporto di Jesi, è stato allestito un modulo del Campo Base. Questo poteva ospitare 120 posti. Sono state montate tende pneumatiche. Queste erano complete di impianti elettrici e idraulici. Sono stati garantiti anche i servizi logistici. Hanno partecipato all'esercitazione il Nucleo regionale Tlc Marche. Si tratta delle telecomunicazioni dei Vvf. Presente anche il servizio Co.Em. (comunicazione in emergenza del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco). Tutte le attività si sono svolte sotto il coordinamento della sala operativa della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco delle Marche.

I Vigili del Fuoco hanno dichiarato che l'esercitazione ha permesso di verificare l'efficacia delle procedure operative. Si è controllata l'efficacia dei flussi informativi. È stato testato il coordinamento tra tutte le componenti. Questo è fondamentale nella gestione delle emergenze. L'evento ha confermato la capacità del sistema regionale. Si è dimostrata la prontezza a rispondere a eventi complessi. Si è evidenziata anche la risposta del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Questo è avvenuto attraverso l'attivazione simulata di moduli specializzati. Questi provenivano anche dalle regioni limitrofe.

Domande e Risposte

Cosa è stato simulato durante l'esercitazione di protezione civile?
Sono stati simulati uno sciame sismico con danni diffusi, il collasso della diga di Castreccioni, incidenti stradali complessi e la ricerca di persone disperse in ambiente fluviale e costiero.

Quali enti hanno partecipato all'esercitazione e con quale scopo?
Hanno partecipato la Regione Marche, il Dipartimento di Protezione Civile Marche, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (con 100 soccorritori), la Capitaneria di Porto, il Nucleo regionale Tlc Marche e il servizio Co.Em. Lo scopo era testare la capacità di risposta del sistema regionale di soccorso in scenari complessi e verificare l'efficacia delle procedure operative e del coordinamento.

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