Conerobus, Zinni chiede tagli corse anche ad altri Comuni
Conerobus: la proposta di estendere i tagli delle corse per il risanamento
L'assessore Giovanni Zinni ha lanciato un appello diretto alla dirigenza di Conerobus. La richiesta è chiara: l'azienda di trasporto pubblico locale dovrebbe proporre riduzioni delle corse anche agli altri enti locali che usufruiscono dei suoi servizi. L'obiettivo primario è contenere i costi e riportare i bilanci in attivo nel più breve tempo possibile, senza intaccare i servizi minimi garantiti da contratto.
La proposta è emersa durante una seduta del consiglio comunale di Ancona, tenutasi lunedì 9 marzo 2026. L'assessore Zinni stava rispondendo a un'interrogazione urgente. Questa era stata presentata dal consigliere del Partito Democratico Giacomo Petrelli.
Il consigliere Petrelli ha espresso forte preoccupazione per le linee di indirizzo approvate dalla giunta. Ha sostenuto che queste avrebbero trasformato il piano industriale di Conerobus nella linea politica dell'amministrazione. «Un piano che non condividiamo», ha dichiarato Petrelli, «perché mira sì a salvare l’azienda, ma distruggendo il servizio». Ha poi interrogato l'assessore Zinni sul perché gli oneri continuassero a ricadere su utenza e lavoratori, senza che il Comune si assumesse una parte di responsabilità.
La questione dei tagli alle corse non è nuova per il capoluogo marchigiano. Ancona ha già visto una riorganizzazione del servizio. L'amministrazione comunale intende ora che un approccio simile venga adottato anche altrove. L'assessore ha citato, a titolo esemplificativo, la situazione del servizio urbano a Jesi, suggerendo che anche lì vi siano margini di miglioramento o di riorganizzazione.
Giovanni Zinni ha replicato con fermezza, chiarendo la posizione dell'amministrazione. Ha sottolineato che le linee di indirizzo servono a esprimere le considerazioni del socio di maggioranza. Il piano di risanamento di Conerobus si basa su quattro pilastri fondamentali, tutti orientati alla virtuosità gestionale. Ha inoltre ribadito che nessun chilometro dei servizi minimi previsti dal contratto è stato toccato.
L'assessore ha fornito un esempio concreto delle azioni già intraprese. «Lo scorso anno», ha spiegato Zinni, «abbiamo tagliato circa 500.000 chilometri annui a fronte di una riqualificazione complessiva del servizio». Questa misura, secondo l'assessore, ha permesso di ottimizzare le risorse senza compromettere l'efficienza essenziale. L'invito a Conerobus è quindi di replicare questo modello virtuoso con tutti i Comuni con cui ha contratti di servizio.
La logica dietro questa estensione è chiara. Se il servizio urbano non è ottimale in altre realtà, come a Jesi, ciò finisce per gravare sull'intera azienda. Le difficoltà di Conerobus, infatti, si riflettono sull'efficienza del trasporto pubblico locale anche ad Ancona. Un risanamento complessivo richiede un impegno condiviso e una revisione delle spese in tutti i territori serviti.
Un altro punto dolente affrontato dall'assessore riguarda l'aumento dei titoli di viaggio. Zinni ha spiegato che le tariffe non sono state adeguate agli indici Istat per moltissimi anni. Di conseguenza, i prezzi attuali sono ormai lontani dal costo reale del servizio. L'aumento, seppur impopolare, si presenta come una misura necessaria per allineare i ricavi ai costi operativi e garantire la sostenibilità economica dell'azienda nel lungo periodo.
Sul fronte del personale, l'amministrazione sta promuovendo una riorganizzazione interna. Si sta incentivando la mobilità dei dipendenti verso altre aziende comunali. Questa strategia mira a ottimizzare la distribuzione delle risorse umane e a migliorare l'efficienza complessiva. L'obiettivo è valorizzare le competenze interne e ridurre gli sprechi, garantendo al contempo la continuità occupazionale.
Infine, Zinni ha toccato il tema cruciale dell'aumento del capitale sociale. Questa operazione è considerata strategica per il futuro di Conerobus. L'assessore ha evidenziato come un maggiore coinvolgimento dei privati potrebbe essere fondamentale. Ciò permetterebbe all'azienda di mantenere la maggioranza pubblica, ma al contempo di acquisire la capacità di effettuare investimenti significativi. Questi investimenti sono indispensabili per affrontare future gare d'appalto e modernizzare la flotta e i servizi.
Tuttavia, l'implementazione di un aumento di capitale che coinvolga i privati non è immediata. Richiede il pieno coinvolgimento e l'approvazione della Corte dei Conti. Questo passaggio è essenziale per garantire la trasparenza e la legittimità dell'operazione. Nonostante le sfide, Zinni ha concluso con un messaggio di ottimismo, affermando che «questa azienda si sta risollevando».
La risposta dell'assessore non ha però soddisfatto il consigliere Petrelli. Quest'ultimo ha controbattuto, definendo le argomentazioni di Zinni come la «solita retorica». Secondo Petrelli, i fatti dimostrano una scelta precisa del Comune: quella di non assumersi le proprie responsabilità. Ha criticato la decisione di tagliare le corse ai cittadini e di accettare l'aumento delle tariffe. «Questa secondo voi è una soluzione?», ha chiesto retoricamente Petrelli, concludendo che «la verità è che a pagare sono sempre i cittadini».
Il dibattito in consiglio comunale ha messo in luce le complesse dinamiche che regolano il trasporto pubblico locale. Da un lato, la necessità di garantire la sostenibilità finanziaria delle aziende. Dall'altro, l'esigenza di tutelare i servizi essenziali per la cittadinanza. La discussione tra Zinni e Petrelli riflette le tensioni tra rigore economico e tutela sociale, un equilibrio difficile da raggiungere per ogni amministrazione locale. La gestione di Conerobus, in questo contesto, diventa un caso emblematico delle sfide che attendono le municipalizzate in Italia.
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