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Pietro Grasso ha incontrato i giovani al Festival di Giffoni, esortandoli a incarnare i principi di legalità e giustizia promossi da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L'ex magistrato ha condiviso esperienze personali e riflessioni profonde, sottolineando l'importanza dell'impegno e della tenacia.

L'eredità di Falcone e Borsellino per i giovani

I giovani devono essere i portatori attivi dei valori incarnati da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questo è il messaggio centrale lanciato da Pietro Grasso durante un partecipato evento al Festival di Giffoni. L'ex magistrato e politico ha preferito non tenere una lezione teorica sulla legalità. Ha invece offerto ai ragazzi il racconto di una vita dedicata al servizio dello Stato. La sua carriera ha attraversato oltre quarant'anni di magistratura e un decennio in politica, culminato nella presidenza del Senato.

Attualmente, il suo impegno prosegue attraverso la Fondazione Scintille di Futuro. Il nome stesso della fondazione racchiude un momento particolarmente commovente dell'incontro. Grasso ha narrato l'ultimo commiato con Giovanni Falcone. Il giudice gli aveva affidato un prezioso accendino d'argento, dicendogli: «Ho deciso di smettere di fumare. Questo accendino è prezioso per me. Non te lo regalo, te lo affido. Se deciderò di ricominciare, dovrai restituirmelo».

Un accendino, un simbolo di speranza e tragedia

Grasso custodì l'accendino con cura. Pochi giorni dopo, un imprevisto impedì a Falcone di viaggiare con lui. Il giudice scelse di attendere la moglie Francesca Morvillo, mentre Grasso riuscì a prendere un volo di linea per tornare a Palermo. L'indomani, la notizia della strage di Capaci sconvolse il paese. Grasso si precipitò all'ospedale, sperando in un miracolo. Fu lì che incontrò Paolo Borsellino, il cui volto tradiva la tragica realtà.

«Ci abbracciammo davanti all'ospedale», ha ricordato Grasso. «Paolo non sapeva che cinquantasette giorni dopo sarebbe toccato a lui». Da quel momento, quell'accendino è diventato un compagno costante. Durante l'incontro a Giffoni, Grasso lo ha preso tra le mani e lo ha acceso. Una piccola fiamma è apparsa, simbolo della legalità e della giustizia che ispirano la sua fondazione. La fiamma rappresenta la «scintilla della giustizia».

L'importanza di ascoltare i giovani

Pietro Grasso ha espresso gioia per l'opportunità di dialogo con i giovani. Ha sottolineato l'importanza di ascoltarli, una pratica troppo spesso trascurata dagli adulti. Ha ricordato un episodio significativo legato a Paolo Borsellino. Dopo la morte di Falcone, nonostante il profondo dolore, Borsellino si alzò all'alba per rispondere alle domande di alcuni studenti a Padova. Questo gesto, secondo Grasso, dimostra quanto i giovani abbiano bisogno di risposte concrete.

L'impegno di Grasso non è stato privo di difficoltà. Ha menzionato le minacce ricevute, non tanto dirette a lui, ma rivolte ai suoi cari. Ha raccontato un episodio inquietante: una voce anonima al citofono avvisò sua moglie che il figlio quattordicenne, mentre usciva per giocare a pallone, «si sa quando escono, ma non si sa mai quando tornano».

Tenacia e sacrificio contro l'irrealizzabile

Il Maxiprocesso, con i suoi 475 imputati, è stato un esempio tangibile di come anche obiettivi apparentemente irraggiungibili possano essere realizzati. Grasso ha spiegato che nessuno credeva possibile portare a termine un processo di tale portata. «E invece ce l'abbiamo fatta», ha affermato. «Servono tenacia, impegno e sacrificio. Bisogna credere in ciò che si fa e non mollare, anche quando i risultati tardano ad arrivare».

L'incontro ha toccato anche temi attuali legati alla giustizia. Grasso ha ribadito la sua divergenza dalle posizioni del ministro Carlo Nordio riguardo alle correnti della magistratura. Le considera invece un'espressione di «pluralismo ideale e culturale». Ha criticato l'uso del termine «potere della magistratura», preferendo richiamare il principio costituzionale di autonomia e indipendenza. Ha ricordato che i cittadini si sono già espressi su questo tema tramite referendum.

La cerimonia si è conclusa con la consegna del premio ufficiale Giffoni Impact Award «Il sogno di Icaro». Il riconoscimento, ideato dalla borsista Francesca Tagliaferri, è stato consegnato personalmente al presidente Grasso dalla Scuola dell'Arte d...