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A Giffoni si celebra il coraggio di Antonino Bartuccio, ex sindaco che denunciò la 'ndrangheta. Un evento che sottolinea l'importanza di non voltarsi dall'altra parte di fronte alle ingiustizie.

Il messaggio di non voltarsi dall'altra parte

A Giffoni, il messaggio «Basta girarsi dall'altra parte» risuona con forza. Questo appello contro l'indifferenza si estende a ogni forma di sopruso. Che si tratti di intimidazioni mafiose o atti di bullismo. Anche di revenge porn o violenza sulle donne. La voce che porta questo messaggio è quella di Antonino Bartuccio. Ex sindaco di Rizziconi, in Reggio Calabria. Nel 2014 ebbe il coraggio di opporsi alla 'ndrangheta. Le sue parole sono accompagnate dallo sguardo commosso di sua moglie, Mariagrazia Squillaci. Lei, insieme ai loro due figli, vive sotto scorta con il marito.

L'evento a Giffoni presenta il cortometraggio «Il quaderno di Tommaso». Questo progetto nasce da un'idea del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro. È stato realizzato dalla sua Fondazione Studi in collaborazione con il Film Fest. Il corto si ispira al libro «Sui sedili posteriori. La "nuova libertà" di Antonino Bartuccio».

La testimonianza di Bartuccio: ne è valsa la pena?

«Sì, ne vale la pena da 12 anni, un mese e 16 giorni», afferma Bartuccio in un'intervista. «Ne vale la pena ogni giorno», prosegue. Ciò che è stato fatto non riguarda solo la sua famiglia. Sebbene gli effetti più difficili da superare si siano abbattuti su di loro. Spiegare ai figli la situazione fu complicato. Soprattutto subito dopo gli arresti e l'inizio della scorta. I figli, però, sono sempre stati vicini. Orgogliosi di un'azione che hanno compreso essere giusta. Era l'unica via da percorrere per vedere un cambiamento.

«Bisogna reagire se vogliamo che le cose cambino», sottolinea. L'inerzia non porterà mai a risultati positivi. La reazione è fondamentale per ogni progresso sociale. La sua famiglia ha pagato un prezzo alto. Ma il valore della denuncia è inestimabile. La forza d'animo è stata essenziale.

Il sostegno della famiglia e il ruolo della moglie

Accanto a lui c'è sua moglie, Mariagrazia Squillaci. Bartuccio la definisce con orgoglio la «colonna portante» della loro famiglia. «Io sono con lui in tutto e per tutto», afferma lei, visibilmente commossa. «Qualsiasi cosa la affrontiamo insieme, nel bene e nel male». La loro unione è un esempio di solidarietà. La forza della famiglia è cruciale di fronte alle avversità.

La sua presenza è un sostegno costante. Dimostra la resilienza di fronte alle minacce. La condivisione delle difficoltà rafforza il legame. La sua testimonianza è preziosa.

Il cortometraggio e il messaggio alle nuove generazioni

Nel film, scritto e ideato da Luca Apolito, direttore artistico di Giffoni. La regia è di Marco Pellegrino. Il ruolo di Bartuccio è interpretato da Antonio Gerardi. Al suo fianco ci sono Carolina Crescentini e il giovane Samuele Aprile nel ruolo di Tommaso.

«Quando ero piccolo a noi ragazzini del Sud insegnavano a farci i fatti nostri», ricorda Antonio Gerardi. «A girarci dall'altro lato quando le situazioni erano scomode». Ora è arrivato il momento di dire ai ragazzi di non accettare più. Le vecchie generazioni sono difficili da cambiare. Ma si può lavorare sui giovani per un mondo migliore. Gerardi definisce la sua interpretazione un «dono di cui farà tesoro».

L'attore sottolinea l'importanza di questo messaggio. La sua performance è carica di significato. Un modo per onorare la figura di Bartuccio. La sua esperienza sul set è stata profonda.

L'intervento del Ministro Calderone e la distinzione tra testimoni e collaboratori

A Giffoni è presente anche il Ministro del Lavoro, Marina Calderone. Lei sottolinea la differenza tra «collaboratore di giustizia» (pentito) e «testimone di giustizia». Quest'ultimo è una persona estranea alle organizzazioni criminali. Subisce pressioni per non denunciare i fatti, come nel caso Bartuccio. Il Ministro ringrazia le forze dell'ordine per il loro impegno. Soprattutto per la protezione offerta alle persone sotto scorta.

«Quando c'è il coraggio della denuncia», spiega il Ministro, «subito dopo c'è il tentativo di oscurare quella denuncia». Chi ha denunciato è più fragile in quel momento. Il Ministro Calderone evidenzia la delicatezza della situazione. La protezione è fondamentale per garantire la sicurezza dei testimoni. La loro testimonianza è essenziale per la giustizia.

Il regista Pellegrino descrive il corto come un'esperienza importante. La sua opera mira a sensibilizzare il pubblico. Il tema della lotta alla criminalità organizzata è centrale. Il film vuole ispirare coraggio.