A Giffoni, il film su Pino Daniele ha riscosso un grande successo. L'attore Massimiliano Caiazzo ha interpretato l'artista, suscitando emozioni e dibattiti. Il regista Nicola Prosatore ha risposto alle critiche sul trailer.
Il successo del film su Pino Daniele a Giffoni
La sala di Giffoni era gremita. Il pubblico cantava i successi di Pino Daniele. Si attendeva l'arrivo dei protagonisti del film "Je so' pazzo". La pellicola arriverà nelle sale il 15 ottobre. La distribuzione è affidata a 01 Distribution.
Il regista Nicola Prosatore e il produttore Filippo Valsecchi erano presenti. Grande accoglienza anche per Massimiliano Caiazzo. L'attore veste i panni del "Mascalzone latino". Le urla di gioia hanno riempito la sala.
Caiazzo: interpretare Pino Daniele, non imitarlo
Massimiliano Caiazzo ha parlato del suo ruolo. «Questo film vuole ispirare i ragazzi», ha detto. Racconta la storia di un giovane che ha raggiunto il successo. Mostra la cultura, la dedizione e il talento di quell'epoca. Caiazzo spera che il pubblico si innamori della musica di Pino Daniele.
L'attore è noto per il ruolo di Carmine di Salvo in "Mare fuori". Tre clip del film sono state mostrate. Hanno evidenziato la costruzione del personaggio. Caiazzo ha dichiarato: «Non ho voluto emularlo, ma interpretare quello che aveva dentro quel ragazzo».
La ricostruzione dei fatti si basa sulla biografia scritta dal figlio. Sono state importanti le conversazioni con la prima moglie, Dorina. Il regista Prosatore l'ha definita una «musa».
Il confronto con il produttore discografico Claudio Poggi
Massimiliano Caiazzo si è interrogato prima di accettare il ruolo. Si è confrontato con amici e parenti. Il produttore Filippo Valsecchi ha chiarito l'obiettivo: «Raccontare l'essere umano dietro questa famosa icona».
L'approccio è stato chiaro fin dall'inizio. Sia per Caiazzo che per Nicola Prosatore. Non doveva essere un'imitazione, ma un'interpretazione. «Pino c'è già stato, imitarlo non mi interessava», ha affermato Caiazzo. C'è stato un lavoro di preparazione. L'intento era cercare la verità dietro l'artista. La sua voce, il suo bisogno di essere ascoltato, la sua libertà espressiva.
Sono emerse critiche dal produttore discografico Claudio Poggi. Fu lui a scoprire Pino Daniele e a curare il suo album d'esordio "Terra mia" nel 1977. Poggi aveva criticato il trailer del film. Lo definì una «macchietta». Suggerì di «ascoltare la musica di Pino».
La risposta del regista e del produttore
Il regista Nicola Prosatore ha risposto con dispiacere. Ha chiesto pazienza a Claudio Poggi. «Guarda il film», lo ha invitato. Prosatore rispetta molto Poggi. Ha ammesso che un trailer può essere scioccante. Anche per chi l'ha realizzato. Ha definito «bizzarro» discutere di un'inquadratura isolata dalla scena.
Prosatore è sicuro che Poggi cambierà idea. «Lo conosco e lo rispetto tantissimo», ha aggiunto. Il produttore Filippo Valsecchi ha sottolineato il valore culturale del progetto. Ha evidenziato come il film possa essere recepito fuori Napoli. «Negli ultimi vent'anni Napoli è spesso stata rappresentata con pistole e criminalità», ha detto Valsecchi. «Penso sia sacrosanto ricordare a tutti che Napoli invece è la culla di cultura, creatività e bellezza.»
Il film è tratto dal libro "Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce" di Alessandro Daniele. La pellicola ricostruisce il percorso umano e artistico del cantautore napoletano.