Una startup italiana sta sviluppando una serra spaziale innovativa per la Stazione Spaziale Internazionale. Lo studio di fattibilità sarà completato entro maggio, con l'obiettivo di fornire verdure fresche agli astronauti.
Serra spaziale per la Stazione Internazionale
Un prototipo di serra multipiano adattiva è in fase di sviluppo. L'obiettivo è fornire verdure e frutta fresca agli astronauti. Questo progetto mira ad approvvigionare la Stazione Spaziale Internazionale. È un'iniziativa della startup Space V. Questa azienda è uno spin-off del Dipartimento di ingegneria meccanica, energetica, gestionale e dei trasporti. La sede è la Scuola Politecnica di Ingegneria di Genova.
L'azienda nasce da un'idea del socio fondatore e primo astronauta italiano, Franco Malerba. La sua volontà è valorizzare un brevetto industriale. Si punta a creare innovative 'vertical farm' industriali. Queste sono denominate 'AVF - Adaptive Vertical Farm'. Serviranno per la produzione di cibo in orbita. Saranno utili anche in ambienti estremi. Si pensa anche a future missioni sulla Luna, come il programma Artemis. La coltivazione di specie vegetali sarà la chiave.
Tecnologia adattiva per la crescita delle piante
L'innovazione principale della soluzione brevettata da Space V è la sua capacità di adattamento. I vani di coltivazione si modificano dinamicamente. Questo avviene in base al livello di crescita delle piante. I progettisti stimano guadagni di produzione significativi. Si parla di un aumento medio del 108%. Questo rispetto a una serra verticale tradizionale di pari volume. In certe condizioni, l'incremento può raggiungere il 135%. Dipende dal tipo di coltivazioni e dai parametri impostati.
Il progetto beneficia dei fondi di coesione europei. Questi fondi sono destinati al settore spaziale. La gestione è affidata alla Filse (Finanziaria ligure per lo sviluppo economico). Agisce per conto della Regione Liguria. L'acronimo del progetto è 'Space Vegetables'. Questo nome sottolinea la missione aziendale. L'azienda si concentra sullo sviluppo di queste serre. Non solo per il mercato spaziale, ma anche per quello terrestre. Space V opera all'interno del polo di ricerca 'Sosia'. È strettamente legata alla struttura universitaria della Scuola Politecnica di Ingegneria di Genova.
Studio di fattibilità e prospettive future
Franco Malerba ha dichiarato: «Entro maggio concluderemo lo studio di fattibilità dell'unità destinata ad andare a bordo della Stazione spaziale internazionale». Questo lavoro viene svolto su commessa dell'Agenzia spaziale italiana Asi. La collaborazione include il centro Altec di Torino. Quest'ultimo si occupa dei servizi per la stazione spaziale. Malerba ha aggiunto: «Speriamo che faccia seguito un'ulteriore commessa per sviluppare ulteriormente l'hardware e il software nei tempi dell'Iss».
La Stazione Spaziale Internazionale andrà in pensione alla fine del 2030. L'obiettivo è installare la serra multipiano adattiva entro il 2028-2029. «Stiamo cercando di correre», ha affermato Malerba. Ha poi aggiunto: «Come Space V abbiamo brevettato il principio della serra multipiano adattiva. Cerchiamo di farla diventare uno standard industriale nell'ambito dell'agricoltura spaziale». Esistono anche potenziali ricadute terrestri. Queste potrebbero avvenire in ambienti estremi.
Investimenti regionali e potenziale economico
L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessio Piana, ha evidenziato l'impegno della Regione Liguria. Oltre alle attività legate alle imprese nei Poli regionali, la regione ha investito in modo sperimentale e strategico nel settore della 'space economy'. Sono stati stanziati circa 5 milioni di euro. Piana ha sottolineato: «Progetti come quello di Space V dimostrano che la Liguria può giocare un ruolo da protagonista nella nuova economia dello spazio».
Questo avviene mettendo a sistema competenze accademiche, ricerca industriale e capacità imprenditoriale. La regione continuerà a sostenere questo comparto strategico. Si attendono ricadute tecnologiche, economiche e occupazionali significative sul territorio. Il progetto di Space V rappresenta un esempio concreto di innovazione. L'innovazione italiana nel settore spaziale ha un grande potenziale. Le serre adattive potrebbero rivoluzionare la produzione di cibo in ambienti difficili. Sia nello spazio che sulla Terra.