Il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana di Genova presenta un video dedicato a Rita Montagnana e Teresa Noce, figure chiave dell'Assemblea Costituente, che hanno vissuto l'esilio antifascista. Le loro storie, ora online, illuminano un aspetto meno noto della lotta per la democrazia italiana.
Le madri costituenti e l'esilio antifascista
In occasione della Festa della Repubblica, il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana (Mei) ha reso disponibile un video speciale. L'opera si intitola "Dall'esilio alla Repubblica".
Il filmato si concentra su due donne di spicco della storia italiana del XX secolo. Si tratta di Rita Montagnana e Teresa Noce. Entrambe furono tra le 21 donne elette all'Assemblea Costituente nel 1946.
Attraverso le loro esperienze personali, il Mei vuole far conoscere una parte meno celebrata dell'emigrazione italiana. Questa è la storia dell'esilio politico e antifascista. Le due donne furono costrette a lasciare l'Italia per proseguire la loro opposizione al regime fascista.
Montagnana e Noce vissero e operarono in diverse nazioni europee. Qui contribuirono a creare reti internazionali. Queste reti promuovevano la resistenza, la solidarietà e la diffusione delle idee democratiche.
Rita Montagnana: dalla clandestinità alla Costituente
Rita Montagnana era una dirigente comunista. Fu anche una militante clandestina durante il periodo fascista. Trascorse gli anni della dittatura tra Mosca, Parigi e la Svizzera.
In questi luoghi, si dedicò all'organizzazione della propaganda antifascista. Fu anche attiva nelle iniziative dell'Internazionale comunista. Rientrò in Italia nel 1944. Qui partecipò alla fondazione dell'Unione Donne Italiane.
Nel 1946, fu eletta membro dell'Assemblea Costituente. Il suo impegno politico segnò un passo importante per le donne nella vita pubblica italiana.
Teresa Noce: lotta, prigionia e diritti
Anche Teresa Noce era originaria di Torino. Ebbe una lunga esperienza di esilio. Visse in Unione Sovietica, Francia e Svizzera.
Partecipò attivamente alla guerra civile spagnola. Fu poi deportata nei campi di concentramento nazisti di Ravensbrück e Holleischen.
Miracolosamente sopravvissuta alla prigionia, tornò in Italia nel 1945. L'anno successivo entrò a far parte della Costituente. Qui portò un contributo fondamentale ai dibattiti sui temi del lavoro e dei diritti sociali.
La democrazia costruita oltre i confini
«Le loro storie dimostrano come la democrazia italiana sia stata costruita anche oltre i confini nazionali», ha affermato Paolo Masini, presidente del Mei. «Lontano dall'Italia, attraverso l'esilio, la resistenza e la circolazione delle idee, migliaia di donne e uomini hanno contribuito a mantenere vivi i valori di libertà».
Questi valori, ha aggiunto Masini, confluirono poi nella Repubblica e nella Costituzione. Il video è ora disponibile sui canali social del museo. È anche visibile lungo il percorso espositivo del Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana.