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Sindacati e Regione Liguria uniti nella vertenza Ericsson a Genova. Richiesto un tavolo nazionale a Roma per scongiurare i 131 licenziamenti e salvaguardare l'occupazione.

Unità d'intenti per salvare i posti di lavoro

Le organizzazioni sindacali e le istituzioni regionali hanno mostrato un fronte compatto. L'obiettivo comune è la difesa della città di Genova e della Liguria. Questo si è reso evidente dopo l'annuncio della procedura di licenziamento collettivo. La procedura riguarda 131 impiegati nella sede genovese dell'azienda.

Un incontro si è tenuto tra i rappresentanti sindacali e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. Al termine del confronto, è emersa una richiesta unitaria. Si chiede di elevare la vertenza a livello governativo. L'intenzione è ottenere l'istituzione di un tavolo straordinario a Roma.

Regione chiede intervento del governo nazionale

Il presidente Bucci ha sottolineato la compattezza di intenti. «Siamo tutti allineati nel difendere la nostra città, la Regione e i nostri posti di lavoro», ha dichiarato. Ha poi evidenziato l'importanza strategica di Ericsson. «Ericsson è leader di mercato e la sua presenza a Genova è un valore irrinunciabile», ha aggiunto. «Vogliamo che continui a rimanere qui, questo è fuori discussione».

Bucci ha annunciato un'azione formale. «Chiederò formalmente ai ministri l'apertura urgente di un tavolo nazionale», ha spiegato. La motivazione è che «la questione riguarda l'intero Paese». Il governatore ha mostrato apertura a soluzioni alternative. «Se si chiude una divisione a Genova c'è anche la possibilità di aprirne un'altra», ha affermato. «Non diamo per vinto il discorso».

La Regione si è detta disponibile a fornire supporto. «Mettere in campo tutti gli strumenti possibili per facilitare la situazione», ha precisato Bucci. L'obiettivo è anche favorire eventuali ricollocazioni. Tuttavia, la priorità resta ottenere risposte concrete dall'azienda. Queste risposte sono fondamentali per garantire ricadute positive sull'economia e sull'occupazione.

Sindacati: ritiro licenziamenti e tavolo di crisi

La posizione dei sindacati è stata molto netta. Maurizio Calà, segretario generale della Cgil Liguria, ha richiesto azioni immediate. «La procedura va ritirata e nel contempo va aperto un tavolo di crisi nazionale coinvolgendo il governo», ha dichiarato. Ha descritto la situazione come un'«emorragia continua». Questa situazione sembra mirare ad azzerare la presenza di Ericsson a Genova e a ridurla in Italia.

Calà ha ricordato il ruolo dell'Italia nel sostenere la multinazionale. «Ericsson è una multinazionale che gli italiani hanno ben finanziato negli anni», ha affermato. «Rispetti il nostro Paese». Le richieste al ministero sono chiare: ritiro dei licenziamenti, apertura agli ammortizzatori sociali e piani di riconversione. I sindacati si sono dichiarati contrari alla chiusura di un polo ad alta specializzazione.

Un'ulteriore preoccupazione riguarda la stabilità dell'intero sito produttivo. Sonia Montaldo, segretaria generale Slc Cgil Genova, ha evidenziato un rischio specifico. «La procedura è stata aperta solo per Genova», ha sottolineato. Il pericolo non riguarda solo i 131 lavoratori. «Se va via il cuore di ricerca e sviluppo, è a repentaglio tutto il sito produttivo», ha concluso.