La trattativa tra la Regione Liguria e i sindacati dei medici si è interrotta senza accordo. Lo stato di agitazione della categoria resta confermato, con richieste di maggiore coinvolgimento delle direzioni aziendali nei futuri incontri.
Stallo nelle trattative per i piani organizzativi
Il tentativo di mediazione in Prefettura a Genova non ha prodotto risultati. L'incontro, presieduto dalle autorità prefettizie, ha visto la partecipazione dell'assessore alla Sanità Nicolò e del direttore generale dell'Area Salute, Bordon. Erano presenti anche i rappresentanti di diverse sigle sindacali: Anaao Assomed, Aaroi-Emac, Cisl Medici, Fp Cgil Medici, Cimo-Fesmed, Fassid e Fvm.
Il nodo cruciale della discussione riguardava l'impostazione dei Piani di organizzazione aziendale (Poa). Le organizzazioni sindacali hanno espresso profonda insoddisfazione per l'esito dell'incontro. Hanno denunciato un rifiuto totale delle loro richieste da parte dei rappresentanti regionali.
Secondo i sindacati, la Regione avrebbe declinato ogni responsabilità. La colpa delle criticità sarebbe stata scaricata interamente sulle Direzioni generali delle Aziende Territoriali Sanitarie (Ats) e delle Aziende Ospedaliere (Aom). Questa posizione è stata giudicata inaccettabile dalle sigle mediche.
Critiche alla gestione regionale della sanità
Le segreterie territoriali e regionali dei sindacati medici hanno rilasciato una nota congiunta. In essa, hanno evidenziato come l'assetto organizzativo generale della sanità ligure derivi da precise direttive regionali. Pertanto, ritengono che l'ente debba assumersi la propria quota di responsabilità istituzionale.
La mancanza di assunzione di responsabilità da parte della Regione non offre alcuna garanzia. Non vengono fornite risposte concrete alle problematiche sollevate dalla categoria dei medici. Queste criticità riguardano aspetti fondamentali dell'organizzazione del lavoro e della qualità dei servizi sanitari.
La categoria professionale esprime preoccupazione per la piega che sta prendendo la gestione sanitaria. La sensazione è che le decisioni vengano prese a livello politico senza un adeguato confronto con chi opera quotidianamente sul campo.
Mobilitazione confermata e richieste sindacali
Di fronte a questo stallo, le organizzazioni sindacali hanno confermato la loro mobilitazione. Hanno sollecitato la convocazione di un nuovo confronto con le istituzioni regionali. L'obiettivo è trovare una soluzione concreta alle problematiche esistenti.
Le sigle mediche hanno formalmente richiesto che un eventuale prossimo incontro sia realmente risolutivo. Per questo, auspicano la presenza al tavolo anche dei Direttori generali delle singole aziende sanitarie. La loro partecipazione è ritenuta fondamentale per poter affrontare e risolvere le questioni organizzative in modo efficace.
Lo stato di agitazione dei medici in Liguria rimane quindi pienamente attivo. La situazione richiede un intervento deciso per garantire la sostenibilità del sistema sanitario regionale. Le parti sociali attendono ora un segnale concreto dalla Regione per riaprire un dialogo costruttivo.
La categoria medica sottolinea l'importanza di un dialogo trasparente e collaborativo. Solo attraverso un confronto aperto si potranno individuare le migliori strategie per migliorare l'efficienza e l'efficacia del sistema sanitario ligure. La salute dei cittadini è al centro delle preoccupazioni di tutti gli attori coinvolti.