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Il processo d'appello per l'omicidio di Nada Cella, avvenuto nel 1996 a Chiavari, inizierà il 18 gennaio. Annalucia Cecere, condannata in primo grado a 24 anni, affronterà nuovamente i giudici.

Udienza d'appello per l'omicidio di Nada Cella

La Corte d'assise d'appello di Genova ha fissato per il 18 gennaio l'inizio del processo di secondo grado.

L'udienza riguarda il tragico omicidio di Nada Cella, giovane segretaria.

Il delitto avvenne il 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco a Chiavari.

Per anni il caso è rimasto irrisolto, senza un colpevole.

Condanna in primo grado per Annalucia Cecere

A gennaio, Annalucia Cecere, ex insegnante, è stata condannata in primo grado.

La pena inflitta è di 24 anni di carcere.

La condanna è per omicidio aggravato da futili motivi.

La Corte d'assise ha motivato la sentenza con l'invidia sociale.

Si ipotizza un "dolo d'impeto" da parte dell'imputata.

La Cecere provava invidia verso ragazze dell'entroterra, come la stessa Nada.

Queste ultime, definite "contadine", riuscivano ad affermarsi nel lavoro.

Acquisivano una sicurezza economica negata alla Cecere.

Questa sicurezza era da lei molto agognata.

Motivazioni e ricorsi in appello

La Cecere nutriva gelosia verso Nada.

Era inoltre furiosa con lei.

Il motivo era il mancato passaggio di telefonate al suo datore di lavoro, Marco Soracco.

Il delitto non avrebbe quindi un movente profondo.

Sarebbe scaturito dalla personalità dell'imputata.

Hanno presentato ricorso sia la difesa di Annalucia Cecere, assistita dagli avvocati Giovanni Roffo e Gabriella Martini, sia quella di Marco Soracco.

Soracco è stato condannato a due anni per favoreggiamento.

Il suo legale è l'avvocato Andrea Vernazza.

Anche la procura di Genova ha fatto appello.

La procura chiede il riconoscimento dell'aggravante della crudeltà nei confronti della Cecere.

Nuove indagini e richiesta della Procura

La pubblico ministero Gabriella Dotto ha coordinato le nuove indagini.

Queste indagini sono state condotte dalla squadra mobile.

Hanno portato all'identificazione e alla condanna della Cecere.

La Dotto ha chiesto di essere applicata al processo d'appello.

Intende affiancare il sostituto procuratore generale Francesco Pinto.

Sarà Pinto a sostenere l'accusa in questa fase.

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