Un intervento di restauro durato tre anni ha messo in sicurezza la Trinità di Masaccio a Firenze. L'opera è stata sganciata dal muro per prevenire futuri danni.
Messa in sicurezza affresco Trinità Masaccio
Nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze si è concluso un importante intervento. L'opera in questione è la Trinità, un capolavoro di Masaccio. L'intervento è durato ben tre anni. Lo scopo principale era quello di mettere in sicurezza l'affresco. Si è proceduto a "sganciare" l'opera dalla parete originale. Questo ha permesso di prevenire potenziali danni futuri. La parete retrostante l'affresco presentava una vecchia lesione. Tale lesione, seppur lieve, poteva causare movimenti del muro. Questi movimenti erano stimati in pochi millimetri. L'azione combinata di sbalzi termici e umidità aggravava la situazione. Il supporto ligneo, composto da gesso e canniccio, subiva dilatazioni. Queste dilatazioni esercitavano pressione sugli intonaci. Il rischio di crepe sul dipinto era concreto. I restauratori hanno creato uno spazio dedicato. Questo spazio si trova tra il telaio dell'affresco e la parete. In questo modo, l'opera di Masaccio può ora assestarsi autonomamente. La struttura dell'affresco è stata consolidata nelle sue parti perimetrali. Il supporto ligneo, infatti, si muoveva. La muratura costringeva il supporto. Ciò causava lesioni verticali nella parte centrale della pittura. Ora, l'opera può "respirare" liberamente. Rivedere l'affresco nella sua interezza dopo tre anni di lavoro delicato è stata un'emozione profonda. Questo è quanto affermato da frate Manuel Russo, rappresentante dell'Opera di Santa Maria Novella.
Storia e significato dell'opera
L'affresco della Trinità fu dipinto da Masaccio tra il 1424 e il 1425. La sua storia è complessa. Nel 1500, Giorgio Vasari decise di coprirlo. L'opera fu nascosta dietro un altare. Questo avvenne durante lavori di ammodernamento della chiesa. L'affresco fu riscoperto solo a metà dell'800. Fu Gaetano Bianchi a staccarlo dalla parete. Successivamente, venne montato su un supporto di canniccio e gesso. Negli anni '50 del secolo scorso, l'opera tornò al suo posto originale. Si trova nella navata occidentale della basilica. La soprintendente all'Archeologia, belle arti e paesaggio, Antonella Ranaldi, ha sottolineato l'importanza dell'opera. Ha definito la Trinità, insieme alla Cappella Brancacci presso la chiesa di Santa Maria del Carmine, un esempio del genio giovanile di Masaccio. Questo genio ha rivoluzionato la pittura. Ha saputo conferire realismo, volume e un senso scultoreo alle figure. L'intervento di restauro ha permesso di ammirare nuovamente questo capolavoro.
Finanziamenti e valore culturale
L'operazione di restauro è stata finanziata interamente dal Ministero dell'Interno. I fondi provenivano dal fondo Edifici di culto. L'impegno dello Stato è volto alla manutenzione straordinaria. Si interviene con supporto e restauro in chiese di proprietà statale. Queste chiese sono considerate veri e propri scrigni culturali. Lo ha evidenziato Alessandro Tortorella, direttore del fondo Edifici di culto. Questo fondo è stato istituito a Firenze nel 1866. La sua creazione risale al governo di Bettino Ricasoli. Il finanziamento sottolinea l'importanza della conservazione del patrimonio artistico e religioso italiano. La Trinità di Masaccio rappresenta un momento cruciale nella storia dell'arte. La sua salvaguardia è fondamentale per le generazioni future. Il restauro ha garantito la sua sopravvivenza e fruibilità.