Un nuovo sistema valuta l'accessibilità reale dei musei, andando oltre le semplici barriere fisiche. Testato in Valle d'Aosta e Firenze, mira a garantire un miglioramento continuo per tutti i visitatori.
Nuovo strumento per l'accessibilità museale
Un innovativo modello è stato presentato per valutare l'accessibilità dei musei. L'iniziativa mira a superare la semplice rimozione delle barriere fisiche. L'obiettivo è assicurare che le strutture siano realmente fruibili da ogni visitatore. Questo sistema è stato sviluppato da Pts, una società di consulenza strategica. La presentazione è avvenuta in occasione della Giornata Internazionale dei Musei. L'approccio proposto va oltre la conformità normativa. Si concentra sull'esperienza concreta dell'utente all'interno degli spazi culturali.
Verifica concreta dell'accessibilità reale
Il sistema messo a punto da Pts è già stato sperimentato con successo. Le prove si sono svolte presso il Castello Gamba, situato a Châtillon. Un altro sito di test è stato il Museo Galileo di Firenze. Questo modello è pensato per monitorare l'accessibilità delle istituzioni culturali. Monitoraggio che avviene dopo gli interventi finanziati dal Pnrr. Il sistema analizza l'esperienza del visitatore sotto molteplici aspetti. Vengono considerate l'accessibilità fisica, quella sensoriale e quella cognitiva. L'accessibilità fisica riguarda percorsi privi di ostacoli. Include anche la disponibilità di ascensori e spazi adeguati. L'accessibilità sensoriale prevede strumenti specifici. Questi sono pensati per persone non vedenti o ipovedenti. Sono inclusi anche supporti per chi ha disabilità uditive. L'accessibilità cognitiva valuta la comprensibilità dei contenuti. Si analizza la chiarezza della segnaletica e l'intuitività dei percorsi. L'uso di linguaggi semplici è un altro fattore chiave.
Miglioramento continuo per musei inclusivi
Secondo Pts, la fase attuale è di importanza cruciale. Dopo gli investimenti recenti, sostenuti dai fondi del Pnrr, è necessario valutare i risultati. Bisogna capire se gli interventi funzionano nel tempo. Occorre anche identificare come migliorare l'esperienza dei visitatori. Il modello sviluppato genera indicatori specifici. Questi permettono di individuare le criticità presenti. Vengono poi suggeriti interventi concreti e priorità operative. Lo scopo finale è rendere i musei più inclusivi. L'accessibilità deve essere garantita per tutti. Questo approccio promuove un ciclo virtuoso di miglioramento. La cultura diventa così più accessibile e partecipativa.
Dichiarazioni e prospettive future
«Vogliamo aiutare le istituzioni culturali a trasformare gli interventi realizzati in un sistema di miglioramento continuo», ha affermato Nina Però, partner di Pts. Ha sottolineato l'importanza di rendere l'accessibilità «misurabile, strutturale e sostenibile nel tempo». L'obiettivo è creare un impatto duraturo. Viviana Maria Vallet, dirigente della Struttura Patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Valle d'Aosta, ha condiviso la sua esperienza. Ha evidenziato come il test al Castello Gamba abbia aumentato la consapevolezza. Si è acquisita maggiore comprensione delle esigenze delle persone con difficoltà. Questo include quelle fisiche, sensoriali o cognitive. I musei regionali si preparano così ad affrontare la sfida. La sfida è quella di essere realmente aperti e inclusivi. L'iniziativa promette di elevare gli standard di accessibilità nel settore culturale.
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