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Una mostra a Firenze presenta quattro ritratti inediti del celebre compositore Antonio Vivaldi. Le opere, ritrovate in collezioni private, arricchiscono il patrimonio iconografico del musicista.

Nuovi ritratti di Antonio Vivaldi a Firenze

Quattro dipinti finora sconosciuti di Antonio Vivaldi sono emersi in una mostra a Firenze. Il musicista Federico Maria Sardelli ha guidato la scoperta di queste opere.

I ritratti confermano le caratteristiche fisiche già note di Vivaldi. Tra queste, una fronte alta, sopracciglia arcuate e un sorriso distintivo.

La mostra rivela anche un legame inedito con il pittore veneziano Giovanni Battista Piazzetta. Questo rapporto era finora rimasto sconosciuto.

La genesi della scoperta iconografica

Prima di questa scoperta, i ritratti di Vivaldi erano estremamente rari. Si contavano solo poche opere certe.

Tra queste, il ritratto conservato al Museo della Musica di Bologna e un'incisione di Fran ois Morellon La Cave. Esisteva anche una caricatura di Pier Leone Ghezzi.

La ricerca è iniziata quando un liutaio ha mostrato a Sardelli un ritratto di Vivaldi in suo possesso. L'opera era attribuita a Giuseppe Nogari.

Il certificato di acquisto risaliva al 1924, da parte di Leandro Bisiach. L'acquisto avvenne nel castello di Occimiano Monferrato dai marchesi Durazzo-Da Passano.

Questo castello era la dimora di Marcello Durazzo, che possedeva molti manoscritti di Vivaldi. Questi documenti sono ora alla Biblioteca Nazionale di Torino.

Confronti e attribuzioni delle opere

Sardelli, indagando sull'opera di Nogari, trovò una fotografia nella fototeca della Fondazione Cini. L'immagine mostrava un dipinto identico per posa.

La mano pittorica di quest'opera era però giudicata di qualità superiore. L'originale è ora nella collezione del direttore d'orchestra Francesco Molinari Pradelli.

Sardelli ha quindi dedotto che il ritratto Durazzo fosse una copia coeva di quello bolognese. L'opera bolognese è un olio su tela in cornice rococò.

Questa cornice appartenne al colonnello George Babington Croft Lyons. Molinari Pradelli la acquistò a Montecarlo nel 1978.

Due ritratti con figure aggiuntive

Altri due ritratti presentano particolarità curiose. Mostrano Vivaldi nella stessa posa, con il colletto aperto.

Dietro di lui, però, appare una seconda figura. Queste opere sono attribuite a Domenico Fedeli, detto il Maggiotto.

Fedeli fu allievo di Piazzetta. Una di queste opere è passata all'asta nel 2020 come 'Allegoria della musica'.

Esiste una versione quasi identica, documentata da una fotografia. Questa si trova nella fototeca di Federico Zeri, catalogata come 'Coppia di giovani'.

Il libro e il legame con Firenze

L'intera storia di questi ritratti inediti è narrata nel libro 'Il volto di Vivaldi'. L'autore è Federico Maria Sardelli, edito da Sellerio.

Il volume esplora l'iconografia completa del compositore. Il capitolo dedicato alla scoperta fornisce dati precisi su provenienze e confronti.

La presentazione di questa scoperta a Firenze non è casuale. Vivaldi ebbe legami significativi con la corte granducale.

Dedicò a Ferdinando de' Medici, appassionato musicista e mecenate, la sua raccolta 'L'Estro Armonico' nel 1711. Quest'opera ne consacrò la fama europea.

La mostra, che espone i ritratti inediti, si tiene al Museo de' Medici. L'ingresso è dalla Rotonda del Brunelleschi.

L'esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 31 ottobre.