Una mostra alla Biblioteca Laurenziana di Firenze esplora la prima globalizzazione attraverso il viaggio di Francesco Carletti. L'esposizione presenta 69 opere che illustrano le sue esperienze tra fine '500 e inizio '600.
Firenze globale: il viaggio di Carletti
La Biblioteca Medicea Laurenziana ospita un'esposizione unica. Essa ripercorre la prima globalizzazione vista dalla prospettiva fiorentina. Il fulcro è il viaggio del mercante Francesco Carletti. Egli viaggiò per il mondo tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600.
L'evento, intitolato 'Firenze Globale - Il mondo di Francesco Carletti, c. 1573-1616', è stato presentato ufficialmente. Sarà accessibile al pubblico dal 9 ottobre al 9 gennaio. L'itinerario di Carletti guida la narrazione. Partì per Siviglia nel 1591 e tornò a Firenze nel 1606.
La mostra evidenzia il ruolo di Firenze come centro nevralgico. Era un punto focale per commerci, diplomazia e scambio di conoscenze a livello mondiale. Il percorso inizia con la tappa a Capo Verde. Qui Carletti, con suo padre, acquistò schiavi. Questi venivano poi rivenduti nelle Americhe in cambio di argento.
Le rotte commerciali e le scoperte
Il viaggio proseguì con un approdo non autorizzato in Asia. Le Filippine furono una delle prime destinazioni. Successivamente, Carletti raggiunse il Giappone. Qui acquistò schiavi coreani, che in seguito liberò. A Macao, suo padre perse la vita.
La spedizione toccò poi la Cina. L'obiettivo era l'acquisto di porcellane. L'itinerario includeva anche l'India. Il ritorno verso l'Europa fu segnato da un evento drammatico. Al largo di Sant'Elena, la nave fu attaccata da pirati olandesi. Il carico fu confiscato.
Carletti riuscì infine a rientrare a Firenze nel 1606. Questo lungo e avventuroso periplo offre uno spaccato inedito sulla Firenze del tempo. Permette di comprendere le sue connessioni con il resto del mondo.
Opere e testimonianze del passato
L'esposizione vanta un totale di 69 opere. Tra queste figurano stampe, disegni e manufatti. Molti di questi preziosi reperti provengono dall'Archivio di Stato di Firenze e dal Museo Stibbert. Non mancano prestiti da collezioni private.
Tra i pezzi di maggior rilievo, spicca l'Atlante Carletti. Questo documento, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, è esposto per la prima volta al pubblico. Un'altra opera di grande fascino è una katana giapponese del 1600, proveniente dallo Stibbert.
È presente anche una copia dello Shahnameh, l'epico poema nazionale persiano. Questo manoscritto è custodito proprio alla Laurenziana. Queste opere testimoniano la vastità degli interessi e degli scambi culturali.
La figura di Francesco Carletti
La direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana, Francesca Gallori, ha sottolineato l'importanza della riapertura degli spazi espositivi. Ha evidenziato come la mostra sia dedicata a uno dei tanti fiorentini curiosi e viaggiatori. Figure che hanno segnato la storia della città.
Giorgio Riello, dell'Iue e co-curatore della mostra insieme a Paula Findlen (Stanford University) e Brian Brege (Syracuse University), ha aggiunto dettagli sulla figura di Carletti. «È un fiorentino poco conosciuto», ha affermato. «Viene erroneamente ricordato come colui che introdusse il cioccolato a Firenze. Questo è impossibile, dato che il suo viaggio dalle Americhe lo portò poi in Asia.»
Riello ha concluso: «È un tentativo di recuperare una voce importante. Ci permette di offrire spunti differenti sulla storia della città e sulle sue relazioni con il mondo». La mostra offre quindi una nuova prospettiva su un personaggio storico e sulla Firenze del suo tempo.