Un nuovo documentario commemora i 60 anni dall'alluvione di Firenze, narrando la storia dei giovani volontari che salvarono il patrimonio artistico. L'anteprima si terrà il 4 novembre, giorno dell'evento storico.
Il documentario sugli Angeli del Fango
A sessant'anni dalla devastante alluvione che colpì Firenze, la memoria degli 'Angeli del Fango' rivive sul grande schermo. Centinaia di giovani volontari furono protagonisti nel salvare libri, dipinti e sculture. Il film 'Angeli del Fango - La Meglio Gioventù europea', diretto da Marco Spagnoli, porta questa storia al cinema.
La prima proiezione assoluta è fissata per il 4 novembre. Questa data coincide con l'anniversario dell'alluvione del 1966. L'evento si svolgerà presso il cinema La Compagnia di Firenze. Sarà un appuntamento speciale della 67esima edizione del Festival dei Popoli.
Alla presentazione parteciperanno il regista Marco Spagnoli. Saranno presenti anche alcuni degli 'Angeli del Fango'. Provenienti da Italia, Francia e Germania, racconteranno le loro esperienze dirette.
Memorie e eredità della mobilitazione
Il documentario ripercorre quei drammatici giorni del novembre 1966. Utilizza memorie personali dei volontari. Integra materiali d'archivio inediti. Include interventi di esperti del settore. Analizza le profonde conseguenze di quell'esperienza sulle vite dei giovani.
Questi ragazzi non erano soccorritori professionisti. Non erano soldati addestrati. Erano studenti, viaggiatori. Giovani giunti a Firenze da diverse nazioni. La loro unica spinta era il bisogno di agire. Di fare qualcosa di concreto di fronte alla catastrofe.
Hanno formato catene umane per recuperare volumi. Migliaia di libri erano inzuppati dall'acqua. Hanno steso fogli e documenti lungo chilometri di corde. Hanno contribuito a mettere in salvo inestimabili opere d'arte. Hanno salvaguardato testimonianze della memoria collettiva.
Oltre la cronaca: un patrimonio comune
Da quell'esperienza nacquero legami profondi. Si formarono amicizie, amori, vocazioni. Molti presero decisioni professionali importanti. Alcuni degli 'Angeli del Fango' divennero restauratori. Altri bibliotecari, insegnanti. Diventarono professionisti della cultura. Altri ancora proseguirono il loro impegno civile. Parteciparono alle battaglie sociali degli anni successivi.
Il documentario allarga così lo sguardo. Va oltre la semplice cronaca dell'alluvione. Si interroga sull'eredità duratura di quella straordinaria mobilitazione. Le note di regia di Marco Spagnoli spiegano la visione del film. «Il film vuole andare oltre la commemorazione», afferma. «Per raccontare il patrimonio come un bene comune».
La tutela del patrimonio è vista come un processo collettivo. Alla Firenze buia e sommersa del novembre 1966 si contrappone la luce della città di oggi. Ciò che è stato salvato convive con le tracce di ciò che è andato perduto. «Ma soprattutto mi interessava raccontare come il ricordo possa continuare a essere qualcosa di vivo».