Condividi

L'affresco della Trinità di Masaccio a Firenze è stato messo in sicurezza dopo un intervento di restauro durato tre anni. L'opera è stata separata dal muro per prevenire futuri danni causati da lesioni e sbalzi ambientali.

Restauro durato tre anni conclude intervento

Un'opera di salvaguardia artistica è giunta al termine nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze. L'intervento, protrattosi per un triennio, ha riguardato la celebre Trinità, un capolavoro di Masaccio. L'obiettivo primario era quello di isolare l'affresco dal muro retrostante. Questo procedimento mira a scongiurare potenziali danni futuri all'opera. La parete su cui poggia l'affresco presenta una preesistente lesione. Tale imperfezione, seppur minima, è sufficiente a provocare lievi movimenti del muro.

Le variazioni di temperatura e umidità ambientali aggraverebbero la situazione. Il supporto ligneo, composto da gesso e canniccio, subisce dilatazioni. Queste spinte esercitate sull'intonaco aumentano il rischio di fessurazioni sulla pittura. I professionisti del restauro hanno creato uno spazio vuoto. Tale intercapedine separa il telaio dell'affresco dalla muratura. Questo permette all'opera di Masaccio di assestarsi autonomamente. La struttura ora può adattarsi ai mutamenti ambientali senza subire stress.

Tecniche innovative per preservare il capolavoro

Il restauratore Simone Vettori ha descritto le operazioni effettuate. «Abbiamo eseguito un consolidamento superficiale», ha spiegato. Le parti interessate sono state quelle perimetrali della struttura portante. L'affresco, essendo montato su un supporto di legno, manifestava movimenti. La costrizione imposta dalla muratura causava lesioni verticali. Queste si propagavano nella zona centrale del dipinto. «Adesso l'opera respira», ha affermato Vettori, sottolineando il successo dell'intervento.

Frate Manuel Russo, rappresentante dell'Opera di Santa Maria Novella, ha espresso grande emozione. «Rivederla nella sua interezza dopo tre anni di un delicatissimo intervento è stata un'emozione grande», ha dichiarato. L'affresco, realizzato da Masaccio tra il 1424 e il 1425, ha una storia complessa. Nel 1500, Giorgio Vasari lo coprì con un altare. Ciò avvenne durante i lavori di ammodernamento della chiesa. L'opera fu riscoperta solo a metà dell'Ottocento. Fu allora che Gaetano Bianchi la staccò dalla parete. Successivamente, venne montata su un supporto di canniccio e gesso. Negli anni '50 del secolo scorso, l'affresco tornò nella sua collocazione originale. Si trova ora nella navata occidentale della basilica.

Un'opera rivoluzionaria e il suo contesto storico

La soprintendente all'Archeologia, belle arti e paesaggio, Antonella Ranaldi, ha evidenziato l'importanza artistica dell'opera. «Qua, insieme alla Cappella Brancacci alla chiesa di Santa Maria del Carmine, vediamo il genio giovanissimo di Masaccio», ha affermato. La sua pittura ha rappresentato una vera rivoluzione. Ranaldi ha sottolineato come Masaccio riuscisse a conferire realismo. Le sue figure possedevano corpo e un senso di monumentalità scultorea. Questo intervento di restauro garantisce la conservazione di un patrimonio artistico inestimabile. La Trinità è considerata un punto di svolta nella storia dell'arte occidentale.

L'operazione di messa in sicurezza è stata finanziata dal ministero dell'Interno. I fondi sono stati erogati tramite il fondo Edifici di culto. Alessandro Tortorella, direttore del fondo, ha spiegato il ruolo dello Stato. «L'impegno dello Stato è quello di fare manutenzione straordinaria», ha dichiarato. Il fondo, istituito a Firenze nel 1866 dal governo di Bettino Ricasoli, supporta interventi di restauro. Questi interventi riguardano chiese di proprietà statale. Tortorella le ha definite «scrigni culturali» di grande valore. La collaborazione tra istituzioni ha permesso di salvaguardare questo capolavoro.