Condividi

L'imprenditore Domenico Guzzini evidenzia la necessità di integrare i giovani nel tessuto aziendale per assicurare la sopravvivenza delle imprese. L'evento "Riscriviamo il futuro" a Fermo discute strategie per attrarre e formare le nuove generazioni.

Avvicinare i giovani al mondo del lavoro

La sopravvivenza delle imprese dipende dal coinvolgimento delle nuove generazioni. È fondamentale avvicinare i giovani all'artigianato e all'imprenditoria. Bisogna mostrare loro cosa significa realmente gestire un'azienda. Devono essere dotati degli strumenti necessari per affrontare un mondo in rapida evoluzione. L'intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide principali.

Questo il messaggio lanciato da Domenico Guzzini, presidente dell'associazione Paesaggio dell'eccellenza Ets. Le sue parole sono risuonate durante la terza edizione di "Riscriviamo il futuro". L'evento si è svolto questo pomeriggio presso il Fermo Forum.

Un confronto su economia e territorio

L'incontro, promosso da Mediolanum Private Banking e Paesaggio dell'Eccellenza, ha riunito nel Fermano diverse figure chiave. Hanno partecipato imprenditori, rappresentanti istituzionali ed esperti di economia e finanza. L'obiettivo era discutere di creatività e nuovi mercati. Si è parlato anche di scenari economici e dell'attrattività delle Marche.

Tra i relatori figuravano il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. Presente anche Massimo Cupillari, wealth advisor di Banca Mediolanum e ideatore dell'iniziativa. Hanno preso la parola anche il direttore di Wall Street Italia Leopoldo Gasbarro e il presidente della Camera di commercio delle Marche, Gino Sabatini.

È previsto un intervento da remoto di Maurizio Marinella. Egli è amministratore unico della maison E. Marinella. La sua partecipazione arricchisce il dibattito con una prospettiva di alta moda.

L'associazione Paesaggio dell'eccellenza

L'associazione Paesaggio dell'eccellenza è nata 21 anni fa. Fu fondata da un gruppo di imprenditori. L'obiettivo primario era diffondere la cultura artigianale e imprenditoriale nel territorio. Una particolare attenzione è rivolta ai giovani. Oggi l'associazione conta circa quaranta aziende marchigiane.

Queste aziende sono selezionate secondo precisi requisiti. Devono possedere una storia consolidata. Devono occuparsi attivamente di innovazione. Devono dimostrare un'anima sociale orientata al territorio e al bene comune. Da queste premesse sono nati i campus dedicati ai giovani. Esiste anche il progetto "Visit industry Marche".

Questo progetto apre al pubblico musei e luoghi legati alla cultura d'impresa. Si possono visitare il Museo del cappello, quelli della plastica, del vetro, della carta e degli strumenti musicali. L'edizione di quest'anno mira a lasciare un segno tangibile. Guzzini sottolinea che spesso le idee discusse nei congressi rischiano di perdersi. Per questo, si vuole creare una piattaforma. Insieme a Wall Street Italia, verrà redatto un documento. Questo raccoglierà il lavoro svolto negli ultimi tre anni. Servirà a costruire basi solide per il territorio. Potrebbe diventare un modello replicabile in altre regioni.

Attrattività delle Marche e silver economy

Il dibattito include anche il tema dell'attrattività delle Marche. Porteranno la loro esperienza Alrik Danielson. Fu presidente e amministratore delegato della multinazionale SKF. Ora risiede nel Fermano. Parteciperà anche l'avvocato israeliano Udi Arad, anch'egli residente nelle Marche. Guzzini li definisce persone con un grande patrimonio di competenze. Possono rappresentare una risorsa preziosa per le aziende locali.

Il presidente dell'associazione vede nella silver economy un'opportunità. Può contribuire a contrastare lo spopolamento dei borghi. Può generare nuova economia. Lo sguardo si rivolge nuovamente ai giovani. Si discute di coloro che aspirano a diventare imprenditori.

Le sfide dell'impresa moderna

Fare impresa oggi è più complesso. Lo afferma Guzzini. Ci sono tensioni geopolitiche. I costi dell'energia sono elevati. Le materie prime scarseggiano. I mercati a volte si bloccano. Tuttavia, esistono sempre nicchie da scoprire. L'Italia mantiene punti di forza in settori come la moda, la meccanica e l'agroalimentare. Eccelle nella capacità di creare prodotti belli e ben fatti. L'intelligenza artificiale e l'alta tecnologia stanno modificando le competenze richieste. Rimane il problema dei giovani che scelgono di lavorare all'estero.

È comprensibile, conclude Guzzini. Quando a un neolaureato vengono offerte all'estero contratti, stipendi e benefit difficilmente garantibili in Italia. L'aspetto economico riveste un ruolo fondamentale.