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La Romagna nel 2025 mostra resilienza economica nonostante la stagnazione nazionale. Il Presidente della Camera di Commercio, Carlo Battistini, sottolinea l'importanza di migliorare la produttività attraverso innovazione e competenze.

Economia Romagna 2025: Dati e Trend

Il territorio romagnolo ha dimostrato una notevole tenuta nel corso del 2025. Questo avviene in un contesto di stagnazione economica generale, a livello nazionale. Il dato emerge con chiarezza: la competitività del territorio deriva dall'impegno lavorativo. Tuttavia, è fondamentale affinare le metodologie di lavoro. Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio Forlì, Cesena e Rimini, ha delineato questo quadro. L'occasione è stata la presentazione annuale del Rapporto sull’Economia.

Le previsioni di Prometeia per l'area Romagna indicano un lieve aumento del valore aggiunto. Si stima una crescita dello 0,5%. Questo dato è in linea con la media regionale e nazionale. L'agricoltura registra un calo dell'8,3%. L'industria segna un incremento dello 0,5%. I servizi crescono dello 0,7%. Le costruzioni mostrano un aumento più marcato, pari al 2,2%.

Il numero di imprese attive si attesta a 69.802 unità. Si rileva una flessione dello 0,5%. Le start-up innovative sono 145. La maggior parte opera nel settore dei servizi, con 112 unità. Queste realtà registrano una crescita del 16,0%. Per quanto riguarda la proprietà intellettuale, sono state presentate 639 domande di brevetti. Questo dato rappresenta un aumento del 7,6%.

La produzione industriale ha subito una diminuzione media dello 0,6%. Il volume d'affari nel settore delle costruzioni è rimasto sostanzialmente stabile, con un +0,1%. Le vendite nel commercio al dettaglio hanno registrato un calo dell'1,1%. Questi dati riflettono dinamiche economiche complesse nel 2025.

Turismo e Finanza: Segnali Contrastanti

Il settore turistico ha mostrato segnali positivi. Gli arrivi sono aumentati a 5.186.433 unità, con un +4,2%. Le presenze turistiche hanno raggiunto 21.425.132 unità, segnando un +1,1%. I risultati migliori sono stati ottenuti dalla clientela estera rispetto a quella nazionale. I comuni della riviera romagnola attraggono la maggior parte dei flussi turistici. Assorbono il 94,2% delle presenze complessive.

Nel 2025, i depositi bancari hanno continuato a crescere. I prestiti alle famiglie sono aumentati. Al contrario, i finanziamenti alle imprese sono diminuiti. Questa tendenza riguarda soprattutto le piccole e medie imprese. L'inflazione ha registrato un aumento dell'1% a Forlì. A Rimini, l'incremento è stato del 2,2%. Questi dati finanziari evidenziano sfide per il tessuto imprenditoriale locale.

Le prospettive per il 2026 sono influenzate da incognite globali. Guerre militari, commerciali e ideologiche creano instabilità. Nonostante ciò, si stima un incremento del valore aggiunto per la Romagna dello 0,9%. Questo dato supera il +0,8% regionale e il +0,7% nazionale. L'agricoltura dovrebbe contribuire con un +1,4%. L'industria con un +0,5%. I servizi con un +1,1%. Le costruzioni dovrebbero invece registrare un calo dello 0,2%.

Innovazione e Investimenti: La Chiave per il Futuro

L'export romagnolo nel 2025 ha raggiunto i 7,5 miliardi di euro. Questo risultato è stato ottenuto da circa 2.800 esportatori. Di questi, circa 1.100 sono considerati abituali. Essi generano da soli circa 7 miliardi di euro. Le prime 25 imprese esportatrici contribuiscono per quasi il 50% del totale. Di fronte agli scenari attuali, è essenziale puntare sull'innovazione.

La competitività è strettamente legata alla produttività e all'innovazione. Lo afferma Carlo Battistini. Tra le circa 14 mila società che depositano bilancio in Romagna, si osserva un aumento degli investimenti privati. Dal 2018 al 2024, questi sono passati da 12,7 miliardi a 14,7 miliardi di euro. Si nota una riduzione delle immobilizzazioni immateriali, da 2 a 1,6 miliardi. Contemporaneamente, quelle materiali sono aumentate da 10,7 a 13,1 miliardi.

La correlazione tra investimenti fissi lordi e risultati economici è significativa. Tra il 2018 e il 2024, un aumento del 14,6% negli investimenti fissi lordi ha portato a un incremento del 12,3% del fatturato. Il valore aggiunto è cresciuto del 19,2%. La remunerazione ai lavoratori è aumentata del 17,3%. Oggi è il momento di investire negli intangibles. Brevetti, Intelligenza Artificiale, capitale umano e reputazione sono fondamentali.

Strategie per la Crescita e il Ruolo della Formazione

La nuova strategia economica prevede la costruzione di alleanze. È necessario sviluppare progetti associati. Bisogna accelerare l'introduzione di tecnologie e innovazione in tutti i settori produttivi. Senza un aumento dei contenuti di servizi e tecnologia nelle produzioni esistenti, si rischia di scivolare verso il conto terzismo. La competizione potrebbe basarsi sui bassi costi anziché sulla qualità.

La Camera di Commercio ha focalizzato i propri sforzi sulla digitalizzazione e l'innovazione. L'obiettivo è creare un territorio più competitivo e attrattivo. Particolare attenzione è rivolta alle piccole e medie imprese. È stato adottato un approccio coordinato per plasmare la futura struttura economica. Si mira a valorizzare imprese emergenti e start-up. Inoltre, si punta a far crescere i cluster ad alta intensità di innovazione e valore aggiunto.

La crescita economica dei territori dipende fortemente da scienza, tecnologia e innovazione. È necessaria anche una riforma del sistema scolastico. Questa visione è condivisa da esperti di rilievo. Tra questi, Maria Chiara Carrozza (docente di Bioingegneria e Biorobotica, Università Milano-Bicocca, ex presidente CNR). Presenti anche Francesco Billari (rettore Università Bocconi), Marco Ramilli (fondatore e CEO identifAI), Marino Zerial (direttore Human Technopole) e Roberto Viola (direttore generale DG Connect, Commissione Europea). Questi interventi sono avvenuti durante un dibattito moderato dal giornalista Massimo Sideri.

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