Franco Cimino dedica un sentito omaggio a Teobaldo Guzzo, scomparso di recente. Un ritratto di un uomo amato per la sua umiltà, dedizione e profondo amore verso la famiglia, la politica e la sua terra.
Un addio commosso a Teobaldo Guzzo
La notizia della scomparsa di Teobaldo Guzzo ha lasciato un profondo vuoto. L'amico di sempre, Franco Cimino, ha voluto condividere un ricordo toccante. La sua morte, sebbene attesa a causa di una lunga sofferenza, è apparsa ingiusta e inattesa. Nonostante le difficoltà fisiche, la sua mente e il suo spirito sono rimasti forti e lucidi.
Cimino immagina che il suo Dio abbia deciso per il suo bene, un bene che Guzzo stesso cercava nella preghiera. Le sue ultime forze le ha dedicate ai suoi cari: il figlio Luigi, la moglie Rita e la sua amata Tiriolo. Sentiva forte il dovere di donare amore, idee e pensieri.
L'eredità di un uomo generoso
La penna di Teobaldo Guzzo trasformava pensieri in parole e concetti in immagini. La sua creatività colorava il mondo, riflettendo la bellezza che vedeva negli occhi delle persone. Il suo sguardo sereno e fiducioso illuminava il cammino, anche nei momenti più difficili.
Franco Cimino lo ha visto lottare con forza, anche da lontano. Ha sentito la sua voce al telefono, un segno di comprensione e resilienza. Guzzo ha combattuto per i suoi affetti, per gli amici e per le sue città, Catanzaro e soprattutto Tiriolo.
Quest'ultima, la sua terra, è stata arricchita dai suoi studi storici e dal suo profondo sentimento. Tiriolo, un borgo ricco di storia e civiltà, era la sua seconda sposa. Ha lottato fino all'ultimo per completare un libro, un altro progetto che aveva in mente.
Un esempio di umiltà e dedizione
La sua resistenza era quasi miracolosa, abituando tutti alla sua capacità di sopravvivenza. Questa volta, però, ha ascoltato la voce del suo Signore. Ha lasciato la mano del figlio, affidandogli un ultimo messaggio d'amore. Ha trasmesso insegnamenti preziosi: onestà, rigore intellettuale e la sacralità della parola.
Guzzo detestava la menzogna e l'ipocrisia. Rispettava anche chi non condivideva le sue idee, evitando il fanatismo. Era un cristiano profondo, ma anche un convinto sostenitore della politica con la maiuscola, della Democrazia Cristiana e della Costituzione.
La sua leadership a Tiriolo era riconosciuta da tutti. Non cercava la ribalta, definendosi un semplice militante. L'umiltà e la modestia erano i suoi strumenti principali. Non si metteva mai al di sopra degli altri e il complimento lo infastidiva, facendolo arrossire ma brillare gli occhi.
Un maestro di vita e di professioni
Teobaldo Guzzo viveva la politica e la religione con laicità, tenendole distinte. Non sopportava chi mescolava fede e politica, soprattutto negli ultimi tempi. Era un maestro nel senso più alto del termine.
Nella scuola elementare ha formato generazioni di ragazzi, insegnando loro l'onestà. Ha studiato per migliorare il sistema scolastico, agendo come dirigente umano e rispettoso. Considerava i docenti colleghi, trattando tutti con dignità.
Per amore della verità, è stato anche giornalista, con uno stile asciutto e limpido. Ha cresciuto un figlio straordinario con discrezione e amore, sempre accanto alla sua compagna. Teobaldo Guzzo è stato l'uomo dell'amore: per la famiglia, gli amici, la terra, la Chiesa, la politica, la natura, gli ultimi, l'uomo e Dio.
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