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La Cgil ha organizzato una protesta sull'autostrada Catania-Messina per sollecitare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a implementare un piano di sicurezza urgente. La situazione dei cantieri sulle principali arterie siciliane è critica.

Criticità autostradali in Sicilia

Una manifestazione di protesta si è tenuta stamane lungo l'autostrada Catania-Messina. L'evento è stato organizzato da Cgil, Filt e Fillea Sicilia. L'obiettivo era rivendicare il diritto alla mobilità dei cittadini. Due cortei di veicoli sono partiti dai caselli di Messina e Catania. Le due carovane si sono poi unite nell'area di servizio di Calatabiano. Qui si sono tenuti i comizi per esporre le richieste.

Il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ha espresso forte disappunto. Ha definito «inaccettabile» lo scontro in corso. Questo dissidio vede contrapposti l'organo politico e la società concessionaria. I cittadini chiedono risposte chiare e immediate. Vogliono conoscere il piano straordinario. Desiderano sapere tempi e investimenti previsti dal governo. L'obiettivo è superare i problemi segnalati. Mannino ha ribadito: «No ai contenziosi istituzionali sulla pelle dei siciliani».

Critiche al governo regionale e al MIT

La Cgil ha mosso critiche anche verso il governo regionale. Quest'ultimo ha stanziato 13 milioni di euro. Questi fondi sono destinati alla messa in sicurezza di alcune tratte autostradali. Tuttavia, secondo Mannino, la cifra è insufficiente. Ha osservato che sono stati invece destinati 50 milioni di euro a «consuete mance e mancette». Questi provvedimenti sono definiti «clientelari» e considerati prioritari. La messa in sicurezza delle infrastrutture, secondo i tecnici, richiederebbe oltre 5 miliardi di euro.

Mannino, insieme a Alessandro Grasso (segretario della Filt regionale) e Giovanni Pistorio (segretario della Fillea Sicilia), ha sottolineato il ruolo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Hanno affermato che il MIT non può limitarsi a un ruolo di mera vigilanza. In qualità di autorità politica, ha l'obbligo di intervenire. Deve disporre misure concrete per risolvere le problematiche esistenti.

Estensione delle criticità alla Palermo-Catania

Le problematiche non riguardano solo le tratte sotto osservazione. Mannino ha sollevato dubbi sulla Palermo-Catania. Questa autostrada è gestita dall'Anas. Le sue condizioni non sono migliori. Ha chiesto perché il MIT non si esprima su questa situazione. Ha evidenziato l'inaccettabilità di applicare «due pesi e due misure». Ciò avviene quando sono in gioco la sicurezza dei cittadini e il diritto alla mobilità.

Situazione cantieri sulle autostrade siciliane

La Cgil ha fornito un quadro dettagliato della situazione dei cantieri aperti. Questi interessano tre principali autostrade siciliane. Sulla A19 Catania-Palermo sono presenti 24 macro-cantieri. Sono gestiti dalla struttura commissariale straordinaria. Circa 85-95 km sono soggetti a deviazioni o restringimenti. Questo dato rappresenta quasi il 50% dell'intera autostrada di 192 km. I cantieri sono concentrati sui viadotti tra Enna e Caltanissetta.

Sulla A18 Catania-Messina si contano 14 cantieri principali. Gli interventi riguardano asfalto, sicurezza delle gallerie e sostituzione dei guardrail. Sono interessati circa 35-40 km. Si verificano restringimenti a corsia unica. La tratta più critica è quella tra Messina e Giarre.

Infine, sulla A20 Messina-Palermo, sono in corso 14 macro-interventi paralleli. È in atto un'ampia operazione di rifacimento della segnaletica orizzontale. Ci sono anche manutenzioni sui viadotti. Sono interessati circa 50 km con scambi di carreggiata e parzializzazioni. I maggiori rallentamenti si registrano nelle aree di Messina Giostra, Brolo, Cefalù e Buonfornello.

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