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Gli autotrasportatori siciliani hanno interrotto le proteste e rimosso i blocchi stradali dopo aver ottenuto garanzie di partecipazione ai tavoli nazionali sull'autotrasporto. Una parte dei manifestanti a Gela prosegue invece il presidio contro il caro carburante.

Blocchi stradali revocati in Sicilia

Le associazioni di autotrasportatori siciliani hanno deciso di porre fine alle manifestazioni. I blocchi dei mezzi pesanti, attivi in diversi punti strategici dell'isola, sono stati rimossi. La decisione è giunta dopo un incontro tenutosi in Prefettura a Catania.

Il presidente dell'Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani (Aias), Giuseppe Richichi, ha confermato la sospensione. «Abbiamo revocato il blocco dei Tir», ha dichiarato Richichi. La mossa è stata motivata dalle rassicurazioni ricevute dal Prefetto. L'Aias parteciperà ai confronti nazionali sul settore dell'autotrasporto.

Partecipazione ai tavoli nazionali

L'Aias aveva mantenuto una posizione ferma. Questo avveniva anche dopo la revoca del fermo da parte del Comitato Trasportatori Siciliani (Cts). Il Cts aveva interrotto la protesta dopo cinque giorni di blocco, che aveva causato notevoli disagi. Il Cts aveva denunciato minacce e danni ai mezzi, puntando il dito contro l'Aias.

Alla riunione tecnica in Prefettura hanno partecipato diverse figure istituzionali e rappresentanti di categoria. Tra questi, il Prefetto di Catania, Pietro Signoriello. Presenti anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino. Hanno partecipato anche rappresentanti di Federdistribuzione Sicilia, Confindustria, Confcommercio, Assoesercenti, Cna, Confagricoltura, Cia e il Comitato Trasportatori Siciliani.

Protesta trasportatori prosegue a Gela

Nonostante la revoca generale dei blocchi, una parte dei trasportatori ha deciso di proseguire la protesta. A Gela, lungo la strada statale 117 bis, il presidio è rimasto attivo. Gli autotrasportatori lamentano la mancata risoluzione del problema del caro carburante. «Non è assolutamente vero che la protesta è finita», hanno affermato i manifestanti. Hanno sottolineato che gli accordi raggiunti non li riguardano direttamente.

«Qualcuno ha ottenuto qualcosa per l'intermodale, ma per noi che lavoriamo su strada non c'è nulla», hanno spiegato. I fondi promessi sono gli stessi già annunciati in precedenza. Il prezzo del gasolio rimane elevato e non sono stati ricevuti compensi. La protesta continuerà fino a quando non ci saranno risultati tangibili. «Degli annunci non ce ne facciamo nulla», hanno ribadito. I mezzi pesanti fermi rappresentano «tutta la nostra vita e il nostro lavoro».

Decine di camion sono bloccati all'ingresso di Gela, sulla rotatoria della statale 117 bis. Altri autotrasportatori si sono uniti ai presidi degli agricoltori nelle vicinanze del tribunale.

Domande e Risposte

Perché i trasportatori siciliani hanno sospeso la protesta?

Gli autotrasportatori siciliani, rappresentati dall'Aias, hanno sospeso i blocchi stradali dopo aver ricevuto rassicurazioni dalla Prefettura di Catania. Hanno ottenuto la garanzia di partecipare ai tavoli nazionali di confronto sull'autotrasporto.

Cosa chiedono i trasportatori che continuano la protesta a Gela?

I trasportatori che mantengono il presidio a Gela chiedono soluzioni concrete contro il caro carburante. Lamentano che gli accordi raggiunti non li soddisfano e che i fondi promessi non sono sufficienti a coprire i costi attuali del gasolio, continuando a chiedere risultati tangibili e non solo annunci.

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