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La Uil Campania si oppone alla realizzazione di Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno e in Italia. L'organizzazione sindacale chiede che i fondi destinati ai CPR vengano invece investiti in progetti di sviluppo locale e contrasto all'illegalità.

Stop ai centri di reclusione per migranti

La Uil Campania ha manifestato una netta contrarietà all'idea di istituire Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) sul territorio di Castel Volturno. La posizione del sindacato si estende a livello nazionale: «Il CPR non lo vogliamo a Castel Volturno e in nessuna altra parte d'Italia», ha dichiarato Camilla Iovino, segretaria regionale della Uil Campania.

L'organizzazione sindacale considera questi centri come luoghi di reclusione. «Non vogliamo centri di reclusione sui nostri territori», ha specificato Iovino. La motivazione principale risiede nella convinzione che la sicurezza, spesso sbandierata dal governo, non possa essere raggiunta attraverso la compressione dei diritti fondamentali.

«La sicurezza non la si ottiene schiacciando i diritti, la dignità e la libertà delle persone», ha sottolineato la segretaria regionale. Questo approccio, secondo la Uil, mina i principi di umanità e rispetto.

Investire in sviluppo e contrasto all'illegalità

La Uil Campania propone un'alternativa concreta per l'utilizzo dei quarantatre milioni di euro destinati alla creazione dei CPR. «Il governo li metta per costruire case, strade», ha suggerito Iovino. L'obiettivo è reindirizzare le risorse verso interventi che migliorino la qualità della vita e il tessuto sociale.

Tra le priorità indicate dal sindacato figurano il contrasto a fenomeni criminali come la prostituzione e il caporalato. Questi sono considerati mali che affliggono il territorio e richiedono un intervento deciso. «Li utilizzi per contrastare la prostituzione, il caporalato», ha esortato Iovino.

Un altro punto cruciale riguarda la bonifica ambientale. La regione soffre da tempo a causa di sversamenti illegali e discariche a cielo aperto. «Per le bonifiche di un territorio messo in ginocchio dagli sversamenti e dalle discariche a cielo aperto», ha aggiunto la segretaria. La Uil ritiene che queste problematiche ambientali debbano avere la precedenza.

Contro la malavita, non contro i migranti

La proposta della Uil Campania mira a colpire le radici del malaffare. «Questo governo utilizzi le risorse per fronteggiare i business della malavita organizzata locale ed internazionale», ha affermato Iovino. L'intento è quello di attaccare i veri motori dell'economia criminale, anziché focalizzarsi sulla detenzione dei migranti.

La segretaria ha ricordato la lunga storia di Castel Volturno nel suo tentativo di riscatto. «Perché Castel Volturno è dagli anni 80' che cerca di rialzare la testa», ha concluso Iovino, evidenziando la necessità di sostenere la crescita della comunità.

Un appello all'inclusione e alla resistenza

L'assemblea, tenutasi presso il centro Fernandes a Castel Volturno, ha visto la partecipazione di una delegazione della Uil di Caserta. Erano presenti il coordinatore territoriale Pietro Pettrone e il segretario della Uilm Caserta, Ciro Pistone.

Camilla Iovino ha lanciato un appello per ampliare l'iniziativa. «È necessario ampliare questa iniziativa, allargarla alle altre città, coinvolgere tutti», ha dichiarato. Lavoratori, cittadini, studenti e migranti sono chiamati a unirsi per promuovere politiche diverse.

«Non sono queste le politiche che vogliamo per i migranti, per i popoli», ha ribadito Iovino. La Uil ha sempre sostenuto politiche di inclusione, rispetto e dignità. «Ci siamo sempre impegnati a sostegno di politiche di inclusione, di rispetto, di dignità», ha spiegato.

La filosofia del sindacato pone la persona al centro, senza distinzioni. «Perché al centro abbiamo sempre messo la persona senza alcuna distinzione», ha affermato. Citando Papa Francesco, Iovino ha concluso con un invito alla perseveranza: «Continuiamo ad essere ostinati e resistenti».