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Un progetto in Sardegna celebra i 100 anni dal Nobel di Grazia Deledda. Lo spettacolo 'Deledda e Duse' unisce danza, musica e parola, esplorando il legame tra arte e emancipazione femminile.

Celebrazioni per il centenario del Nobel di Deledda

Quest'anno ricorre il centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda. La sua terra natale, la Sardegna, ospita il progetto 'Deledda 100'. Questo evento mira a commemorare la figura della celebre scrittrice nuorese. Il primo appuntamento si terrà il 5 agosto. La location scelta è San Giovanni di Sinis, nel comune di Cabras, in provincia di Oristano. Qui andrà in scena lo spettacolo 'Deledda e Duse - La rivoluzione silenziosa'. L'opera metterà in risalto il legame ideale con la leggendaria attrice Eleonora Duse. Quest'ultima interpretò nel 1916 il film 'Cenere', tratto da un romanzo della Deledda. Fu l'unica esperienza cinematografica di Duse.

Danza, musica e parola in scena

Lo spettacolo intende creare un ponte tra letteratura e teatro. Integra anche la musica e la danza. Lo ha spiegato Antonio Parente, direttore generale Spettacolo del ministero della Cultura. La presentazione del progetto è avvenuta al Mic. L'étoile Emanuela Bianchini guiderà la compagnia di danza. Lei firma anche la coreografia. Sarà affiancata dal primo ballerino Damiano Grifoni. Si esibiranno anche i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La narrazione sarà affidata all'attrice sarda Lia Careddu. La componente musicale vedrà protagoniste le voci di Flo e Serena Pisa.

Un dialogo tra due figure femminili

Lo spettacolo rappresenta il fulcro artistico delle celebrazioni 'Deledda 100'. Propone una lettura moderna della scrittrice. Questo avviene attraverso un dialogo ideale con Eleonora Duse. L'opera è multidisciplinare. Intreccia danza, musica dal vivo e parola. Racconta la storia di due donne. Hanno avuto percorsi artistici diversi. Entrambe hanno segnato profondamente la cultura italiana. La forza del loro talento è stata determinante. Il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella ha evidenziato come l'opera di Deledda abbia superato molti limiti. Non solo temporali o geografici. Anche di genere. Ha affermato che Deledda si è imposta in un'epoca con meno opportunità per le donne. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare sul femminicidio, ha ricordato il gesto provocatorio di Deledda. Nel marzo 1909 si candidò al Parlamento. Sapeva che le donne non potevano votare. Ottenne 34 voti, di cui 31 contestati. Fu una dimostrazione di coraggio contro le convenzioni.

La visione di Mvula Sungani

Mvula Sungani, consigliere del ministro per la Danza e i Corpi di Ballo, ha concepito il progetto durante la pandemia. È anche regista e coreografo. Ha definito 'Deledda 100' non solo un atto di commemorazione. È un modo per dialogare con una figura che ha realizzato una 'rivoluzione silenziosa'. Questa è stata caratterizzata da una determinazione straordinaria. L'ha portata dalla provincia a Roma, negli ambienti letterari, fino al Nobel. È l'unica donna italiana premiata finora da Stoccolma. Il progetto è dedicato alla memoria della madre di Sungani, sarda di Nuoro. E della nonna. Entrambe figure ispiratrici sulla forza silenziosa delle donne. Sungani ha spiegato che lo spettacolo è nato anche per Vanna e Lucia, sua madre e nonna. Due donne sarde che, come il personaggio di Olì e la stessa Deledda, hanno resistito al loro tempo. Hanno difeso la loro libertà. Hanno trasformato il dolore in forza. La musica dal vivo è centrale. Attraversa pagine significative della canzone d'autore italiana. Nuovi arrangiamenti uniscono sonorità acustiche ed elettroniche. La scelta musicale vuole raccontare il rapporto tra madri e figli. Lo sguardo è maschile. Si interroga sulla propria fragilità. Il percorso attraversa Anania, figlio di Olì in 'Cenere'. Egli comprende che l'amore non coincide con il desiderio.

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