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Manifestazione per un futuro energetico sostenibile

Bruxelles, 14 ottobre 2026. Attivisti provenienti da 17 nazioni, inclusa l'Italia, hanno inscenato una protesta pacifica davanti al Parlamento europeo. Hanno dispiegato striscioni di grandi dimensioni con messaggi chiari: «Bruciare gas rovina l’Europa» e «Guerre, povertà, crisi climatica: bruciare gas ci ruba il futuro». L'azione mirava a sensibilizzare le istituzioni europee sulla necessità di abbandonare il gas fossile.

L'iniziativa, promossa dalla coalizione “People vs Gas” e supportata da organizzazioni come Greenpeace Belgio ed Extinction Rebellion Belgio, si è svolta in un momento cruciale. Le decisioni sul futuro energetico dell'Unione europea sono attese nelle prossime settimane.

L'impatto economico della dipendenza dal gas

Una nuova analisi di Greenpeace Belgio rivela cifre allarmanti. Tra marzo e agosto 2026, le famiglie europee hanno speso in media 300 euro in più per l'energia rispetto al 2021. Questo incremento totale ammonta a 61,5 miliardi di euro per le abitazioni dell'intera Unione europea.

La pressione sui consumatori non è diminuita. Rispetto ai prezzi del 2025, nello stesso periodo del 2026, le famiglie hanno affrontato costi energetici aggiuntivi per 5,35 miliardi di euro. Questo avviene nonostante una significativa riduzione dei consumi.

Secondo i dati di Greenpeace, tra il 2021 e il 2024, il consumo energetico delle famiglie europee è diminuito del 13%. Ciò suggerisce che l'aumento dei costi non è legato a un maggiore utilizzo, ma piuttosto alla volatilità dei prezzi delle fonti fossili.

Le richieste degli attivisti

«Le famiglie europee non possono continuare a pagare il prezzo della dipendenza dal gas fossile», ha dichiarato Federico Spadini di Greenpeace Italia. Ha sottolineato come questa dipendenza si traduca in bollette più alte e in un aumento generale del costo della vita.

La soluzione proposta dagli attivisti non è la ricerca di nuovi fornitori di gas. Essi invocano invece un'accelerazione decisa verso le fonti rinnovabili. Fondamentale anche l'investimento nell'efficienza energetica. L'obiettivo è garantire energia sicura e accessibile a tutti, sottraendola alla speculazione dei mercati e alle tensioni geopolitiche.

Fossilflation: l'inflazione del gas

L'Europa ha cercato di ridurre la dipendenza dal gas russo aumentando le importazioni da altre fonti, come gli Stati Uniti e valutando nuove partnership. Anche l'Italia ha incrementato le importazioni di gas statunitense, in parte a causa delle tensioni internazionali in Medio Oriente.

Questa strategia, secondo gli attivisti, perpetua la dipendenza da fonti energetiche i cui prezzi sono instabili. Si alimenta così la cosiddetta «fossilflation», un'inflazione generata dall'instabilità di un sistema basato sui combustibili fossili. Il risultato è un maggiore costo della vita per i cittadini.

Un appello per l'abbandono del gas

Federico Spadini ha lanciato un appello ai leader europei e al governo italiano. Chiede l'abbandono del gas fossile entro il 2035, con investimenti mirati nelle energie rinnovabili e nella transizione energetica. È necessario, inoltre, un piano d'emergenza per proteggere le famiglie dall'aumento delle bollette.

Per finanziare tali misure, gli attivisti suggeriscono di tassare i profitti delle compagnie petrolifere e del gas, nonché dell'industria militare. L'obiettivo è recuperare risorse economiche da destinare alla protezione dei cittadini e alla promozione di un futuro energetico più equo e sostenibile.

Le persone hanno chiesto anche:

Perché Greenpeace protesta contro il gas fossile?
Greenpeace protesta contro il gas fossile perché la sua combustione contribuisce alla crisi climatica, causa guerre e instabilità geopolitica, e porta a un aumento dei costi energetici per le famiglie (fossilflation). L'organizzazione chiede una transizione rapida verso le energie rinnovabili.

Qual è l'impatto economico della dipendenza dal gas per le famiglie europee?
Secondo un'analisi di Greenpeace, tra marzo e agosto 2026, le famiglie europee hanno speso in media 300 euro in più per l'energia rispetto al 2021, a causa dell'aumento dei prezzi legato alla dipendenza dal gas fossile.

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