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Circa 9.500 studenti bresciani si preparano all'esame di Maturità, che inizia il 18 giugno con nuove regole. Le prove scritte e orali, insieme a novità come il "capolavoro" e commissioni ridotte, definiranno il percorso verso il diploma.

Nuovo esame di maturità a Brescia

Oltre 9.500 studenti delle scuole superiori di Brescia si apprestano ad affrontare l'esame di Maturità. La prova, che ha riacquisito il suo nome storico per volere del ministro Valditara, inizierà il 18 giugno. La cifra esatta degli studenti partecipanti è ancora in fase di definizione. Potrebbe infatti variare a causa di una percentuale di non ammessi, stimata tra il 2-3%, e di possibili ritiri dell'ultimo minuto. Si attendono inoltre i numeri definitivi dei quadriennalisti e dei privatisti, la cui domanda di partecipazione è già scaduta.

Il numero di maturandi a Brescia si mantiene stabile da diversi anni. Questo dato, sebbene compensato dall'aumento di chi prosegue gli studi oltre l'obbligo o sceglie percorsi professionali, e dall'apporto degli studenti stranieri, è inferiore a quello delle matricole universitarie. Queste ultime, infatti, superano sempre le 10.000 unità, dato che circa il 10% degli iscritti abbandona il percorso di studi. Per l'anno accademico 2026-27, le matricole previste saranno circa 11.000, in calo rispetto alle oltre 12.000 di cinque anni fa.

A livello regionale, in Lombardia si contano circa 77.000 maturandi. A livello nazionale, la cifra complessiva raggiunge i 520.000 studenti.

Date e prove dell'esame

L'esame di Maturità prenderà il via il 18 giugno con la prova scritta di italiano. Il giorno seguente, il 19 giugno, si svolgerà la prova scritta relativa alla materia di indirizzo specifica di ciascun percorso di studi. Esempi includono il latino per i licei classici, la matematica per i licei scientifici e l'economia aziendale per gli istituti tecnici. Le prove suppletive, destinate a chi non potesse sostenere le date ordinarie, sono fissate per l'1 e 2 luglio. Le sessioni orali cominceranno il lunedì successivo.

Le prove orali rappresentano una delle principali novità di quest'anno. Sarà considerato bocciato chi dovesse rimanere in silenzio durante il colloquio, come accaduto in passato per protesta, anche se avesse ottenuto punteggi sufficienti nelle prove scritte e nello scrutinio finale. L'esame mira a verificare non solo le conoscenze e le competenze specifiche di ogni indirizzo, ma anche la maturazione personale e l'autonomia dello studente. Il colloquio valorizzerà il cosiddetto "capolavoro", ovvero esperienze e azioni meritevoli desumibili dal Curriculum dello studente.

Novità e commissioni

Durante il colloquio, gli studenti dovranno esporre le esperienze maturate nell'ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e le competenze acquisite in Educazione civica. La partecipazione alle prove Invalsi è obbligatoria, sebbene i risultati non influiscano sulla valutazione finale. Le materie oggetto dell'interrogazione orale sono state definite a Roma: italiano per tutti, la seconda materia di indirizzo e altre due materie variabili. Ad esempio, per il liceo classico, oltre a italiano e latino, saranno oggetto di colloquio storia e matematica. Per lo scientifico, italiano, matematica, storia e scienze. Per gli istituti tecnici, italiano, economia aziendale, inglese e diritto.

Un'altra novità riguarda la composizione delle commissioni d'esame, che saranno ridotte. Ogni commissione sarà composta da due docenti interni alla scuola, due esterni e un presidente. La fase di presentazione delle domande per ricoprire i ruoli di commissario o presidente si è chiusa il 13 aprile. Tali incarichi sono riservati al personale di ruolo delle scuole secondarie di secondo grado, inclusi coloro che sono in pensione da non più di tre anni.

Il diploma digitale e il "capolavoro"

Il diploma digitale, che conserva pieno valore legale, sarà integrato con il formato Europass per l'Europa, accessibile tramite la piattaforma Unica. Il concetto di "capolavoro", introdotto l'anno scorso, mira a valorizzare le esperienze extrascolastiche degli studenti. Per essere ammessi all'esame, è necessario aver mantenuto una condotta sufficiente (voto minimo 6), pena l'esclusione. Chi otterrà un 6 in condotta dovrà presentare un elaborato di educazione civica. È richiesta inoltre una frequenza minima di tre quarti dell'anno scolastico e la sufficienza in tutte le discipline.

Il punteggio massimo ottenibile all'esame rimane 100. Di questi, 40 punti derivano dal percorso scolastico e 20 punti per ciascuna delle due prove scritte. Il bonus aggiuntivo è stato ridotto da 5 a 3 punti per gli studenti che hanno conseguito almeno 90 punti complessivi. Le lodi, pur essendo possibili, sono sempre state rare a Brescia. La percentuale di promossi si attesta generalmente oltre il 90%, raggiungendo il 99,9% nel 2020-21, anno in cui l'esame si è svolto in piena pandemia con una sola prova orale per tutti.

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