I test Invalsi mostrano un peggioramento dei risultati scolastici a Brescia, sia in italiano che in matematica. Le performance locali risultano inferiori alle medie regionali e nazionali, sollevando preoccupazioni sulla qualità dell'istruzione.
Risultati scolastici bresciani in declino
Le recenti rilevazioni dei test Invalsi evidenziano una tendenza preoccupante per il sistema scolastico bresciano. I risultati ottenuti dagli studenti bresciani in italiano e matematica sono inferiori rispetto alle medie registrate a livello regionale e nazionale. Questo calo è particolarmente evidente se confrontato con i dati pre-pandemia, specificamente l'anno scolastico 2018-19.
Le prove, somministrate in formato cartaceo per la scuola primaria e digitale per le secondarie, confermano un declino costante negli anni. L'unica interruzione di questa tendenza si è verificata nell'anno scolastico 2020-21, quando i test non sono stati effettuati a causa della pandemia. La situazione desta allarme, soprattutto per il primo ciclo scolastico, dove Brescia non solo perde terreno rispetto alla Lombardia, ma anche nei confronti del Nord Ovest e della media nazionale.
Analisi delle performance scolastiche
I dati specifici, presentati durante un convegno dell'Ufficio Scolastico Territoriale (Ust) presso il liceo Leonardo, sono stati illustrati da Paolo Barabanti. Egli ha sottolineato l'importanza di queste rilevazioni per la programmazione didattica degli istituti. Le scuole possono infatti consultare le proprie performance su una piattaforma dedicata.
Le prove Invalsi vengono somministrate agli studenti di seconda e quinta elementare. Nella scuola primaria, la media bresciana degli esiti in matematica è scesa a 185 punti, a fronte dei 195 della Lombardia e dei 195 dell'Italia. Il Nord Ovest si attesta a 193 punti. In italiano, il punteggio bresciano è di 191, mentre la Lombardia raggiunge 195, l'Italia 196 e il Nord Ovest 193.
Situazione simile si riscontra in quinta elementare: 190 punti in matematica e 192 in italiano. La Lombardia supera questi valori con 197 e 198 punti rispettivamente, mentre l'Italia si posiziona a 195 e 196. Unico pareggio si registra nella disciplina di inglese, sia in lettura (reading) che in ascolto (listening).
Cause del declino e sfide future
Il sito stesso dell'Invalsi individua tra le cause del calo dei risultati il cambiamento della popolazione scolastica. Questo fenomeno è legato alle trasformazioni demografiche e culturali della società, che influenzano in particolare i gradi scolastici iniziali. Paolo Barabanti ha evidenziato due variabili aggiuntive rispetto alla crisi pandemica: l'inverno demografico e la presenza di alunni di origine straniera.
L'inverno demografico porterà, entro il 2037, alla scomparsa di circa il 10% degli studenti a livello nazionale. Anche a Brescia si prevede una perdita di un alunno su dieci. La provincia di Brescia ospita 33 mila studenti stranieri, un numero significativo che la rende la prima città non capoluogo di regione per numero assoluto di iscritti stranieri. Le difficoltà maggiori per questi alunni si riscontrano nella lingua italiana, meno in matematica, mentre in inglese i risultati sono più omogenei.
Vanno inoltre considerate le influenze legate allo status socio-economico e culturale delle famiglie, come il titolo di studio dei genitori e le risorse presenti in casa. Questi fattori contribuiscono a creare disparità nei risultati scolastici degli studenti.