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Don Luigi Ciotti ha commemorato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, a Pollenzo. Ha evidenziato l'impegno di Petrini per un'ecologia integrale e la dignità del cibo.

L'eredità di Carlo Petrini secondo don Ciotti

Il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, ha partecipato alla cerimonia di commiato per Carlo Petrini. L'evento si è svolto a Pollenzo, una frazione di Bra, nel Cuneese. Don Ciotti ha ricordato la figura di Petrini, scomparso di recente.

Petrini è stato il fondatore di Slow Food. La sua visione ha ispirato molte persone. Don Ciotti ha sottolineato il suo profondo legame con la terra e il cibo. Ha evidenziato come Petrini abbia sempre promosso un approccio olistico alla vita.

Un'ecologia integrale come cornice di vita

«Con Carlin abbiamo provato l'esercizio di alzare lo sguardo per cercare umanità», ha affermato don Ciotti. Petrini non accettava compromessi o mezze misure. La sua sintesi di un'ecologia integrale è stata definita una vera cornice di vita. Don Ciotti ha ricordato la sua fede nel cambiamento.

Petrini ci chiedeva di continuare a credere in questo cambiamento. La sua eredità morale e spirituale è un invito all'azione. Don Ciotti ha espresso la sua ammirazione per la coerenza di Petrini. La sua vita è stata un esempio di dedizione.

La sacralità del cibo e della vita

«Ha sempre servito la sacralità del cibo e della vita», ha proseguito don Ciotti. Petrini ha difeso la dignità di questi valori contro ogni abuso. Il suo impegno era costante e profondo. Don Ciotti ha portato nel cuore le ultime parole di Petrini.

«Avevo detto al Papa che non ero credente e il Papa mi rispose che avrebbe pregato per me», ha rivelato Petrini due giorni prima di morire. Questo aneddoto testimonia la sua apertura al dialogo. Don Ciotti ha invitato a non cercare Petrini nella morte. Bisogna cercarlo nelle persone che ha amato e nella vita stessa.

Un lascito di speranza e cambiamento

La figura di Carlo Petrini rimane un faro. Il suo lavoro con Slow Food ha avuto un impatto globale. Ha sensibilizzato milioni di persone sull'importanza del cibo. Ha promosso pratiche agricole sostenibili. Ha difeso la biodiversità. Ha valorizzato le tradizioni culinarie.

Don Ciotti ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza. L'esempio di Petrini deve guidarci. Dobbiamo continuare a promuovere un mondo più giusto. Un mondo dove il cibo sia un diritto e non un privilegio. Un mondo dove la vita sia rispettata in ogni sua forma.

La comunità di Pollenzo e Bra si è stretta attorno alla memoria di Petrini. La sua assenza lascia un vuoto. Ma il suo spirito e i suoi insegnamenti continueranno a vivere. Attraverso le azioni di coloro che credono nel suo messaggio. La sua visione di un futuro sostenibile ispira ancora oggi.

Le parole di don Ciotti hanno toccato le corde più profonde. Hanno ricordato l'umanità di Petrini. La sua capacità di connettersi con gli altri. Il suo impegno per un mondo migliore. La sua eredità è un patrimonio prezioso. Da custodire e da tramandare alle future generazioni.