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La commissione d'inchiesta Covid a Bolzano ha avviato le audizioni sull'impatto sociale della pandemia, ascoltando esperti e dirigenti. Sono emerse criticità sulla chiusura dei servizi e sulla gestione delle decisioni.

Impatto sociale della pandemia a Bolzano

La commissione d'inchiesta provinciale sulla gestione della pandemia di Covid ha ripreso i suoi lavori. Dopo nove incontri dedicati alla salute, l'attenzione si è spostata sul settore sociale. La presidente Brigitte Foppa ha introdotto la nuova fase di audizioni.

Sono stati ascoltati diversi esperti del settore. Tra questi, Waltraud Deeg, consigliera provinciale ed ex assessora. Presenti anche Luca Critelli, ex direttore di Dipartimento, Michela Trentini, direttrice della Ripartizione politiche sociali, e Liliana Di Fede, direttrice generale dell'Azienda Servizi Sociali di Bolzano.

Servizi sociali sotto pressione durante l'emergenza

La prima ondata pandemica ha esercitato una pressione enorme sul settore sociale. Lo ha evidenziato Brigitte Foppa, riassumendo i contenuti della seduta. Molti servizi essenziali hanno dovuto interrompere la loro attività. Tra questi, i centri diurni per persone con disabilità e i servizi di cura per la prima infanzia.

Le audizioni hanno messo in luce le difficoltà operative. Il rapporto tra l'autonomia provinciale e le direttive statali è stato un tema centrale. Luca Critelli ha descritto un confronto continuo tra la ricerca di spazi di libertà e le norme sanitarie imposte a livello nazionale. La priorità assoluta data alla salute ha inevitabilmente lasciato in secondo piano altri aspetti cruciali.

Decisioni difficili e diritti fondamentali

È emersa la constatazione che in Italia non si è sviluppato un dibattito sui diritti umani, a differenza di quanto accaduto in Germania. La presidente Foppa ipotizza che il forte shock emotivo legato alla situazione di Bergamo possa aver influenzato questa dinamica. La consigliera Deeg ha condiviso la difficoltà nel prendere decisioni con un impatto così profondo sulla vita delle persone.

Deeg ha dichiarato di aver sempre agito in buona fede. Ha espresso rammarico per eventuali sofferenze causate dalle sue scelte. Questo aspetto sottolinea la complessità della gestione emergenziale. Le decisioni dovevano bilanciare salute pubblica e benessere individuale.

Riflessioni a posteriori e miglioramenti futuri

Michela Trentini e Liliana Di Fede hanno discusso con i membri della commissione le azioni che, con il senno di poi, avrebbero potuto essere gestite diversamente. Foppa ha riportato le loro considerazioni. È stata sottolineata una generale impreparazione. Sarebbe stata necessaria una migliore coordinazione tra i diversi servizi locali e tra le regioni.

Un altro punto emerso riguarda l'edilizia. Si è osservato che oggi si presterebbe maggiore attenzione alla progettazione delle strutture sociali. L'obiettivo sarebbe quello di poter separare meglio i reparti, specialmente nelle residenze per anziani. Questo per prevenire future diffusioni di patologie.

Sospensioni dal lavoro e mancato rientro

Il tema delle sospensioni dal lavoro durante la pandemia è stato affrontato con particolare attenzione. Foppa ha ricordato che tali provvedimenti erano disposti a livello statale. Le figure dirigenziali presenti hanno evidenziato gli sforzi compiuti nel settore sociale per venire incontro alle diverse situazioni individuali.

Nonostante questi sforzi, le sospensioni hanno avuto luogo. Un dato preoccupante è che la maggior parte delle persone sospese non è più rientrata in servizio. Questo aspetto solleva interrogativi sulla gestione delle risorse umane e sul futuro del settore.

La commissione d'inchiesta tornerà a riunirsi il prossimo 13 maggio 2026 per proseguire i suoi lavori.

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