Condividi

L'Alto Adige rafforza la sorveglianza contro il coleottero giapponese, un parassita invasivo. Nonostante l'assenza di casi, si intensificano i controlli e le misure preventive per proteggere le colture locali.

Monitoraggio rafforzato contro parassita invasivo

L'Alto Adige mantiene alta la guardia nei confronti del coleottero giapponese. Questo insetto, originario dell'Asia, è classificato come parassita da quarantena. La sua presenza è preoccupante perché può attaccare oltre 300 specie vegetali. Tra queste rientrano colture di grande importanza economica come la vite, gli alberi da frutto e il mais.

La minaccia è concreta, visti i danni significativi già registrati in altre regioni italiane. Il Piemonte ha subito gravi perdite. Il coleottero è stato inoltre individuato in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli. Di fronte a questo scenario, il Servizio fitosanitario della Provincia di Bolzano ha deciso di potenziare le proprie attività. Lavorano in stretta collaborazione con il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura. L'obiettivo è rafforzare le misure di monitoraggio sul territorio.

Nessun esemplare rilevato, ma la vigilanza resta alta

A distanza di un anno dal ritrovamento di quattro esemplari isolati, le nuove verifiche non hanno dato esiti positivi. Gli insetti erano stati intercettati in tre diverse località dell'Alto Adige. La loro presenza era stata rilevata esclusivamente dalle trappole utilizzate dagli ispettori. I controlli più recenti, avviati all'inizio di giugno, non hanno evidenziato alcuna traccia del parassita.

L'assessore provinciale all'Agricoltura, Luis Walcher, ha sottolineato l'importanza della situazione. «Stiamo osservando attentamente l'evoluzione del fenomeno», ha dichiarato. Le attività di monitoraggio sono ora più mirate. L'assessore ha ribadito che l'individuazione tempestiva è fondamentale. Solo così si può bloccare efficacemente la diffusione del coleottero.

Potenziamento delle trappole e campagna informativa

Il responsabile del Servizio fitosanitario provinciale, Stefano Endrizzi, ha fornito dettagli sulle nuove misure. Il numero delle trappole a feromoni è stato aumentato. Si è passati da 15 a 24 unità. Queste sono state posizionate nei siti considerati più sensibili. A queste si aggiungono ben 405 controlli visivi effettuati dagli addetti.

Per mitigare ulteriormente il rischio di introduzione del coleottero, la Provincia ha avviato una campagna informativa. Sono stati distribuiti circa 5.000 volantini e manifesti. Questi materiali sono bilingui per raggiungere un pubblico più ampio. Le azioni mirano a sensibilizzare la popolazione e gli operatori del settore sull'importanza della prevenzione.

Domande frequenti sul coleottero giapponese in Alto Adige

Cosa attacca il coleottero giapponese?

Il coleottero giapponese è un parassita molto vorace. Può attaccare un'ampia varietà di piante, danneggiando sia le foglie che i frutti. Tra le specie più colpite figurano la vite, gli alberi da frutto come meli, peschi e albicocchi, ma anche mais, soia e numerose piante ornamentali. La sua dieta è molto varia, rendendolo una minaccia per diverse colture agricole e giardini.

Quali sono i rischi della presenza del coleottero giapponese?

La principale preoccupazione legata alla presenza del coleottero giapponese riguarda i danni economici e ambientali. Questo insetto può causare perdite significative nei raccolti agricoli, compromettendo la produzione di frutta, uva e mais. Inoltre, la sua capacità di nutrirsi di oltre 300 specie vegetali può alterare gli ecosistemi locali e danneggiare la biodiversità. La sua natura invasiva rende difficile il controllo una volta che si è stabilito in una nuova area.