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Ludovico Mitilini, fratello di una vittima della Uno Bianca, esprime scetticismo verso i pentiti Savi, chiedendo verità e chiarezza sulle zone d'ombra dei delitti. Nuove indagini in corso.

Fratello vittima chiede verità ai Savi

La verità logica e credibile sui fatti della Uno Bianca manca ancora. Ludovico Mitilini, fratello del carabiniere Mauro, esprime perplessità. La rapidità con cui sono state concesse interviste ai fratelli Fabio e Roberto Savi lo lascia dubbioso. Nessun vero ravvedimento è possibile se le loro dichiarazioni continuano a essere mendaci.

I fratelli Savi, leader del gruppo criminale, sono stati condannati all'ergastolo. Sono attesi per un interrogatorio l'11 giugno. L'incontro avverrà nel carcere di Bollate. I magistrati di Bologna stanno conducendo nuove indagini. L'esposto che ha portato alla riapertura del fascicolo mira a scoprire eventuali complici e mandanti.

Zone d'ombra sui delitti della Uno Bianca

Mitilini è tra gli ispiratori dell'esposto. Sottolinea la presenza di molte zone d'ombra. I condannati potrebbero fornire elementi utili. Questo solo se fossero realmente pentiti. Invece, continuano a diffondere menzogne poco plausibili. Un esempio è l'affermazione di essere andati al Pilastro per rubare auto. Erano armati fino ai denti in quell'occasione.

Mitilini chiede spiegazioni precise. Chi era il quarto uomo presente? Chi era il terzo uomo a Castel Maggiore? In quel luogo, il 20 aprile 1988, persero la vita i carabinieri Cataldo Stasi e Umberto Erriu. Fu un vero e proprio agguato. I killer li attesero prima di aprire il fuoco. Queste sono le parole di Mitilini.

Richieste di chiarimenti su omicidi specifici

Un altro punto oscuro riguarda l'armeria di via Volturno. Qui, il 2 maggio 1991, furono uccisi la titolare Licia Ansaloni e l'ex carabiniere Pietro Capolungo. Mitilini interroga Fabio Savi. Perché le sue impronte digitali non furono trovate sul luogo? Invece, furono rinvenute quelle di altre persone. Queste domande rimangono senza risposta.

I Savi non hanno mai fornito chiarimenti su questi aspetti cruciali. La richiesta di Mitilini è chiara: basta bugie. È necessario un racconto veritiero per fare piena luce sui crimini della banda. Le nuove indagini potrebbero finalmente portare a una verità completa. La comunità attende risposte concrete.