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La sanità regionale dell'Emilia-Romagna riceverà 10,25 miliardi di euro nel 2026, con un aumento di 350 milioni rispetto all'anno precedente. Tuttavia, si registra un taglio significativo sui farmaci innovativi. Le opposizioni criticano il governo nazionale, mentre la maggioranza chiede razionalizzazione della spesa.

Sanità regionale: stanziati 10,25 miliardi per il 2026

Il finanziamento destinato alla sanità in Emilia-Romagna per l'anno 2026 raggiungerà la cifra di 10,25 miliardi di euro. Questo rappresenta un incremento di circa 350 milioni rispetto ai 9,9 miliardi stanziati per il 2025. La decisione è stata presa dalla commissione Politiche per la Salute, presieduta da Giancarlo Muzzarelli. La delibera della Giunta ha ricevuto un parere favorevole dai consiglieri di centrosinistra. Essi hanno espresso apprezzamento per l'operato della Regione. Allo stesso tempo, hanno manifestato critiche nei confronti del governo centrale. In particolare, è stato sollevato il problema del taglio sui fondi per i farmaci innovativi.

I consiglieri di centrodestra si sono invece espressi contrari. Hanno lodato l'azione del governo Meloni. Hanno inoltre sollecitato la Regione a ottimizzare la spesa sanitaria. L'obiettivo è evitare sprechi inutili. Il voto favorevole è giunto in attesa dell'intesa definitiva. Questa deve ancora essere raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni. L'intesa riguarderà il riparto complessivo dei fondi sanitari per il 2026. Le priorità individuate includono l'innovazione. Si punta anche alla prevenzione e al benessere del personale sanitario. Fondamentale sarà il potenziamento dell'assistenza territoriale. Si mira a ridurre i tempi di attesa per visite ed esami specialistici.

Dettaglio delle risorse e critiche politiche

Le risorse stanziate saranno distribuite in diverse aree. Circa 8,5 miliardi saranno impiegati per finanziare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questa cifra include oltre 300 milioni per il fondo regionale per la non autosufficienza. Altri 282 milioni sono destinati alla qualificazione dell'assistenza ospedaliera. Tale somma comprende circa 195 milioni per garantire l'equilibrio economico-finanziario delle aziende sanitarie. Sono inclusi anche circa 75 milioni per il sistema sanitario regionale-universitario. Per l'innovazione in sanità sono previsti 50 milioni. Di questi, 3,5 milioni saranno dedicati alla prevenzione.

La parte restante dei fondi, oltre 1 miliardo di euro, coprirà varie voci di spesa. Queste includono l'acquisto di farmaci, gli oneri contrattuali del personale e l'ammodernamento delle tecnologie ospedaliere. L'assessore alla Sanità, Massimo Fabi, ha presentato il riparto. Ha evidenziato un incremento delle risorse statali di circa il 4,5% rispetto al 2025. Ha però sottolineato che molti di questi fondi sono vincolati. Ciò preoccupa, poiché si riduce la quota di payback sui farmaci. Il fondo per i farmaci innovativi subirà un calo di 30 milioni di euro per la regione. Questo avviene a fronte di rinnovi contrattuali che prevedono un aumento salariale dell'1,8%.

Investimenti regionali e priorità future

L'assessore Fabi ha dettagliato gli investimenti regionali. L'aumento delle risorse per le aziende sanitarie e ospedaliere è di circa il 3%. Si punta al rinnovo delle tecnologie e al potenziamento dell'assistenza territoriale. Particolare attenzione sarà rivolta alla telemedicina. Saranno adeguati l'organizzazione delle case della comunità e degli ospedali di comunità. Si intende potenziare la prevenzione. L'obiettivo è aumentare l'adesione alle campagne di screening per tumori al seno, cervice uterina e colon-retto. Si lavora anche per rafforzare la copertura vaccinale. Altro obiettivo è il rispetto dei tempi di attesa per esami e visite. Infine, si vuole rafforzare il servizio di psicologia pubblica.

I consiglieri regionali hanno espresso diverse opinioni. Giovanni Gordini (Civici) ha segnalato ritardi nell'assistenza sanitaria domiciliare. Ha chiesto chiarimenti sulle tecnologie costose. Nicola Marcello (FdI) ha apprezzato l'incremento delle risorse statali. Ha però chiesto alla Regione di razionalizzare la spesa, citando i centri di assistenza e urgenza poco utilizzati. Lodovico Albasi (Pd) ha criticato l'esecutivo nazionale per il taglio ai farmaci innovativi. Maria Costi (Pd) ha sottolineato l'importanza dell'assistenza territoriale e della non autosufficienza. Elena Ugolini (Rete civica) ha chiesto attenzione alla contabilità legata al PNRR e all'analisi delle spese per evitare sprechi. Paolo Trande (Avs) ha lamentato la rigidità delle risorse vincolate, specialmente sulla prevenzione secondaria. Ha criticato la diminuzione delle risorse per la spesa farmaceutica. Valentina Castaldini (Forza Italia) ha riconosciuto lo sforzo del governo nazionale. Ha però evidenziato problemi sul registro tumori e sui percorsi nascita. Paolo Calvano (Pd) ha criticato uno spirito centralista del governo. Ha ipotizzato un ruolo delle lobby farmaceutiche. Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha richiesto un'analisi dell'impatto dell'invecchiamento della popolazione sulla sanità. Ha auspicato un maggiore supporto da Roma per le esigenze di domiciliarità.

Domande frequenti sulla sanità regionale

Quali sono le principali aree di investimento per la sanità in Emilia-Romagna nel 2026?

Quali sono le critiche mosse dai consiglieri di opposizione riguardo ai fondi sanitari?

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